Acque Calme (1985)
by morettafra on ott.03, 2011, under Horror, La Biblioteca del Vampirologo, Vampiri

Anno 1985.Rosewood nell’Illinois.Un gruppo di ragazzini sta facendo il bagno nelle acque di una palude.Un tempo era una città,ma strani fatti cambiarono lo stato delle cose.Ad un certo punto uno dei ragazzi si accorge di essere pieno di sanguisughe e strillando esce dall’acqua.Gli altri lo imitano disgustati,tranne uno il più grasso e lento del gruppo.Se ne sta immobile al centro della palude con una strana espressione,quando qualcosa lo tira giù.Qualcosa di pallido e veloce…
Iniziava cosi il numero 38 di Saga of the Swamp Thing del 1985.In quel periodo sulle pagine di un fumetto dedicato ad un vecchio personaggio horror della Dc comics si stava facendo la storia del fumetto americano e i responsabili (in senso positivo) erano un certo Alan Moore coadiuvato ai disegni da Stephen Bissette,Rick Veitch e John Totleben.(Tre mostri sacri del fumetto underground)Moore aveva da poco avuto l’incarico di rivitalizzare la testata Saga of the Swamp Thing da Lein Wein in persona (allora editor della Dc) e l’inglese lo aveva fatto rivoluzionando sotto ogni punto di vista il personaggio,stravolgendone le origino e adottando temi più adulti,con un linguaggio che usava riferimenti a molteplici fonti dalla letteratura,all’arte,al fumetto underground.Per essere precisi,all’uscita del n.38 Moore aveva iniziato una nuova saga intitolata Gotico Americano.Il principale merito di questa storyline oltre ad aver introdotto il personaggio di John Constantine (il cinico occultista di casa Dc) era l’aver permesso a Moore di manipolare e ricreare le figure cardine dell’immaginario orrorifico:donne maltrattate che mutano in licantropi,serial killer che credono di essere l’uomo nero,zombi che infestano vecchie piantagioni,ville infestate e ovviamente vampiri.Ma non quelli a cui siamo abituati,vampiri acquatici.Facciamo un attimo un passo indietro,in quanto questo doppio episodio che ha occupato i numeri 38 e 39 della collana si ricollega a un altro numero il 3 che ospitava la storia “A town has turned to blood” di Mike W. Barr.In quell’episodio Swamp Thing cercava di contrastare il diffondersi di un contagio vampirico in una cittadina dell’Illinois Rosewood,fallendo.Alla fine si ritrovava costretto ad inondare con l’acqua di una diga la città,permettendo all’acqua corrente di uccidere i vampiri e mettere fine alla loro minaccia.O perlomeno così pensava il povero Holland.Perchè come gli rivela invece Constantine quel giorno commise un errore:quando inondò la città era il tramonto,non tutti i vampiri erano usciti dai loro rifugi e ai sopravvissuti bastò aspettare che le acque si fermassero per uscire e adattarsi al nuovo ambiente.Scoprendo cosi i vantaggi che un abitazione subacquea può fornire ad un non-morto.Non respirando i vampiri possono muoversi a loro piacimento sott’acqua senza limiti di tempo.Inoltre le profondità acquatiche proteggono i loro corpi dal sole consentendogli di cacciare di giorno,diventando sempre più numerosi.Ma quello che Constantine e Swamp Thing ignorano e che i vampiri stanno mutando e la loro regina ha messo al mondo una nidiata di nuove creature,completamente diverse dai loro progenitori e più pericolose…
Moore come da norma fà un ottimo lavoro descrivendo meravigliosamente i pensieri dei suoi vampiri acquatici,sono predatori in vista di un cambiamento,di una mutazione che li renderà più terribili e il bardo di Northampton ci regala ottime sequenze di caccia e vita acquatiche.Non da meno sono i disegni di Stephen Bissette nel disegnare le acquitrinose profondità della palude e i suoi pallidi succhiasangue che in esse vivono tra la fauna locale.In definitiva una delle più originali e inquietanti varianti di una delle più vecchie figure dell’immaginario umano.
NOTE.Questa storia (come tutta la gestione di Moore,che è consigliatissima) furono pubblicate in Italia originariamente dalla Comic Art,prima su Horror e Dc Comics presenta e poi su una breve serie dedicata a Swamp Thing e durata una decina di numeri.In seguito la Magic Press ristampò in volumi l’intera run di Moore.Attualmente è la Planeta ad averne i diritti,ma ha pubblicato un solo volume.

Adotta un film
ottobre 3rd, 2011 on 17:58
La Planeta ha fatto un pessimo lavoro con i miti della D.C scontentando un po tutti quanti, Americani compresi ma dall’anno prossimo le cose dovrebbero cambiare.
Riguardo a Moore: praticamente tutto quello che scrive andrebbe collezionato.
ottobre 3rd, 2011 on 19:19
@Nick.L’operato della Planeta è indifendibile.Speriamo che la RW faccia un buon lavoro,visto chein quanto a editori negli ultimi venti anni alla Dc non è andata bene in Italia.