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Horror

Dust Devil (1992)

by morettafra on feb.02, 2012, under Horror, Recensioni Film


Esistono casi in cui una pellicola rappresenta la realizzazione di un ossessione che a lungo ha caratterizzato la vita del suo regista.Fin da quando era piccolo Richard Stanley era tormentato da un sogno in cui una figura con indosso un cappello da cowboy e un lungo cappotto si ergeva nel deserto mentre attorno a  cresceva una tempesta di sabbia.Questa immagine continuera a perseguitare il regista sudafricano per parte della sua vita.Anni dopo Stanley disertò dall’esercito e deciso a fuggire in Germania si ritrovò a fare l’autostop per il deserto della Namibia.Qui venne a sapere di sette brutali omicidi e di un assassino a piede libero.Questo assassino era però considerato dai contadini un essere soprannaturale,un demone a caccia di anime.Immediatamente Stanley ripenso al suo sogno identificando con questo misterioso killer la figura onirica che lo perseguitava.Nel 1984 tornato in Namibia dopo aver vissuto in Europa Stanley cerco di filmare i propri demoni in un cortometraggio pirtroppo perduto e di cui resta solo un trailer.
Forte del successo ottenuto dalla sua prima regia quell’Hardware di cui sia Germano e Lucia hanno parlato Stanley decide di realizzare un lungometraggio sul suo demone.Ma la sua volontà di rimanere fedele alla propria visione lo porterà a scontrarsi più volte con i produttori arrivando addirittura ad un episodio in cui il regista esasperato dalla pressione esercitata da quest’ultimi arrivò a firmare con il proprio sangue un contratto (In più a complicare la lavorazione una truccatrice morì e si verificarono strani episodi,se ne volete sapere di più vi consiglio la lettura di questo completissimo articolo).Figlia dei compromessi dei produttori è quindi la prima versione del film ridotta a 87 minuti,priva di alcune delle parti più mistiche della storia e che in Italia fu presentata come Demoniaca.Stanley però non si da per vinto e nel 1994 riesce a produrre una versione fedele alla sua poetica la cosidetta Final Cut (che è poi la versione che ho visto e che vi consigli, uscita in Dvd qualche annetto fa).Un demone percorre il deserto della Namibia sotto le sembianze di un autostoppista,cercando le proprie vittime tra i disperati che desiderano la morte.La sua strada si incrocerà con quelle di una donna scappata dal marito e di un vecchio poliziotto che sta indagando sui suoi delitti.Come già detto il film è piena espressione di una visione mistica di Richard Stanley che si rifa a quella ancestrale del suo paese il Sud Africa e della Namibia.Dietro l’orrore razionale e umano di un serial-killer si cela qualcosa di più antico che vaga per le strade del mondo da innumerevoli epoche.

Uno spirito del male intrappolato in questo piano della realtà,legato alla carne e costretto ad uccidere affinchè le anime delle sue vittime ne mantengano i poteri. Il demone è in parte umano,capace di provare e soffrire per quelle passioni che si agitano nel cuore della nostra razza ma obbligato a uccidere per sopravvivere e tornare forse un giorno da dove proviene. Può cacciare solo quelle persone che desiderano la morte e che quindi inconsciamente lo cercano,proprio come gli altri due protagonisti del film Wendy in fuga da un matrimonio in cui non si riconosce più e Ben anziano poliziotto che ha perso mogli e figlio molti anni prima e a cui rimane solo il senso di colpa. Entrambi finiranno per incontrarlo in uno show down in una città abbandonata nel deserto (omaggio alle rese dei conti dei Western italiani).Ma Dust Devil è anche un film sul Sud Africa e su come anni di oppressione e guerre abbiano allontanato dalle proprie tradizioni e identità un popolo. Esemplificativa la scena di dialogo tra Ben e uno sciamano ( chiamato Joe Niemand che vive tra i resti di un drive-in abbandonato) che lo mette in guardia sulla natura dell’assassino intimandogli di smettere di pensare come un bianco e tornare a credere,perchè solo credendo può fermare il demone.Ma forse Ben vuole solo morire e smettere di essere perseguitato da un passato con cui non riesce a riappacificarsi (la morte del figlio dovuta ad una sua assenza e l’abbandono della moglie).Anche Wendy ha in se lo stesso desiderio ma meno intenso,tenta di uccidersi tagliandosi le vene ma fermandosi all’ultimo secondo e quando il demone sta per ucciderla si ribella scappando nel deserto. E sarà sempre Wendy ad affrontare per ultimo lo spirito dimostrando così il proprio desiderio di vivere. Ma a volte il male invece di sparire cambia solo volto,per tornare a percorrere nuovamente le vie di questa esistenza.

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The Resurrected (1992)

by morettafra on gen.24, 2012, under Horror, Recensioni Film


Nonostante abbia contribuito a un importante fetta dell’immaginario degli anni 80 come sceneggiatore Dan O’Bannon ha personalmente diretto solo due film.Il primo è uno dei più originali e divertenti “emuli” della saga Romeriana Il Ritorno dei Morti Viventi,mentre per il suo secondo film sceglie di adattare un racconto di H.P.Lovecraft Lo strano caso di Charles Dexter Ward in passato già trasposto da Roger Corman in The Haunted Palace.Ma a differenza della pellicola di Corman il film di O’Bannon risulta più fedele al testo originario pur ovviamente trasferendo la storia dal Rhode Island del 1928 ai giorni nostri.L’investigatore John Marsh viene ingaggiato da Claire Ward affinchè scopra la natura degli strani esperimenti che il marito Charles Ward sta praticando in completa solitudine.L’uomo era ossesionato dalla storia di Joseph Curwen uno stregone del 1700 che condivideva una forte rassomiglianza fisica con lui.Lentamente le indagini portano alla luce una realtà spaventosa: Curwen era un antenato di Charles Dexter dedito a riportare in vita i morti tramite pratiche proibite ed un ormai degenerato Charles ne sta seguendo l’esempio.O almeno cosi sembra…
L’intera storia è narrata in flashback da Marsh appena reduce da fatti decisamente fuori dal normale.Come già detto a parte l’ambientazione moderna e l’aggiunta di Marsh e  Claire il film ripercorre piuttosto fedelmente il racconto originale,presentandoci uno dei mad doctor creati da Lovecraft Joseph Curwen.Lo definisco tale in quanto i suoi metodi e il suo scopo lo accomunano più ad un Herbert West o più precisamente ad un Barone Frankenstein che al classico stregone.Curwen resuscita i morti per impadronirsi delle loro conoscenze e per sconfiggere la morte ottenendo l’eternità.I risultati dei suoi esperimenti sono creature imperfette e affamate che tiene prigionieri nei sotteranei della sua proprietà.A dare viso e corpo a questo genio maligno è Chris Sarandon affascinante e diabolico,capace di essere minaccioso perfino tra le pareti imbottite di un manicomio.(Altro che Hannibal Lecter…)Il film usci come direct to video dopo una storia travagliata,i produttori lo fecero rimontare da capo infiaschiandosene del montaggio di Dan O’Bannon.(Che si infuriò come una iena perchè lo considerava il suo lavoro più riuscito)Di questo il film ne risente particolarmente all’inizio con un ritmo lento un pò confuso che però si stabilizza durante la visione riprendendo quota (Fastidiosa nei primi minuti la voce narrante di Marsh).Il tasso di splatter è contenuto rispetto a pellicole analoghe degli anni 80,meno slapstick è più maturo rispetto a Il Ritorno dei Morti Viventi con effetti speciali di buon livello (Impressionanti i resuscitati di Curwen).C’è una scena quella della resurrezione di Curwen in cui mi domando se O’Bannon abbia voluto lanciare un piccolo omaggio a Frankenstein,poichè l’intera sequenza ricorda una delle prime illustrazioni del romanzo di Shelley (Ma forse sono solo miei deliri…)Decisamente consigliato e a parer mio un piccolo gioellino ingiustamente dimenticato.
The Resurrected (1992) Trailer

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Top 5 film di Zombi

by morettafra on gen.19, 2012, under Classifiche, Horror, Zombi


Insieme a vampiri e licantropo gli zombi formano una sorta di mia trinità Horror perciò ispirato dala classifica della mia amica Lucia sui suoi film zombeschi ho deciso di scriverne una mia rifacendomi alle sue condizioni.Niente Romero e per me Fulci perchè hanno di fatto un importanza tale nel cinema zombesco che da soli occuperebbero la classifica e si prendono in considerazione solo morti viventi,non infetti e simili.
MORTI E SEPOLTI
Da una sceneggiatura di Dan O’Bannon uno dei migliori e più originali film sui morti viventi che si riallaccia alle tradizioni voodo con una dose di terrore urbano.

NON SI DEVE PROFANARE IL SONNO DE MORTI
Co-produzione italo-spagnola che vede Jorge Grau alla regia e il grande Giannetto De Rossi occuparsi degli effetti speciali.Nelle campagne inglesi i morti tornano in vita regalandoci sequenze da brivido,su tutte l’assedio al cimitero.Se vi interessa lo trovate qua.

DELLAMORTE DELLAMORE
Tratto dal romanzo di Tiziano Sclavi un film romantico (nel senso originale del termine) e surreale,uno degli ultimi titoli decenti girati nel nostro paesello.

ZEDER
Seconda incursione di Pupi Avati nel cinema di paura nonchè film reso famoso da un inutile e lunga contesa in merito alla sua somiglianza con Pet Sematary di King.Inutile perchè se pur è vero che entrambi parlano di terreni che risvegliano i morti Avati lo fa seguendo la propria poetica.

RE-ANIMATOR
Esordio del duo Gordon-Yuzna nel cinema Horror e ispirato ad un racconto di Lovecraft Reanimator ci presenta anche il mio mad doctor del cuore Herbert West intepretato da Jeffrey Combs e dedito a riportare in vita i deceduti con un siero di creazione.Con risultati splatterosi.

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Quando i mostri si scontrano

by morettafra on gen.16, 2012, under Horror


A dispetto di quello che possono credere alcuni la tendenza di far scontrare tra di loro mostri diversi non è appannaggio dei vari Underworld e Van Helsing ma risale alla grande stagione dei classici della Universal e continua tutt’ora sotto altre forme e medium.Iniziamo cosi un piccolo viaggio in questo particolare filone che ha spesso sfornato film mediocri e a volte piccoli capolavori.
Il 1943 segna la nascita delle macedonie all monsters con Frankenstein meets the Wolfman di Roy Williams Neil.Il film riprende il licantropo Larry Talbot e narra della sua ricerca del Dr. Frankenstein nella speranza che questi possa guarirlo dalla licantropia.Talbot finisce invece con il risvegliare la creatura e scontrarsi con quest’ultima.

Il film vede un Bela Lugosi ormai in declino interpretare la creatura e ottiene abbastanza successo da spingere la Universal a continuare con questa tendenza.Segue cosi nel 1944 House of Frankenstein in cui compaiono tutti i mostri classici:Dracula (interpretato da John Carradine),la creatura qui interpretata dal pugile Glenn Strange e Talbot tutti quanti coinvolti dal folle Dr. Niemann (un buon Boris Karloff) nei suoi piani di vendetta.
Segue l’anno successivo House of Dracula che parte da una premessa interessante,i mostri che si rivolgono a un luminare della scienza per essere guariti dalla loro condizione.Già qui si cerca di spiegare scientificamente vampirismo e licantropia in quello che è anche l’ultimo film serio con i mostri della Universal.

Nel 1948 esce infatti Lou and Costello meets Frankenstein e tutto finisce nella parodia,nonstante Bela Lugosi torni ad indossare il mantello del Conte.Il film è un pò l’epitaffio del filone di cui deride molti clichè mettendo momentaneamente fine in concomitanza con gli orrori del secondo conflitto ai film di mostri classici.

La Hammer fautrice della rinascita dell’Horror sul finire degli anni 50 non produrra pellicola di questo tipo.Saranno gli anni 70 a fornirci nuov scontri tra mostri ma i primi due film di questo genere sono due deliranti trashonate (o come direbbero alcuni miei colleghi lammerda).Parlo di Frankenstein vs. Dracula del 1971 di Al Adamson e di Dracula contra Frankenstein del 1972 di Jess Franco due pellicole sconclusionate e poverissime in quanto a mezzi con attori decisamente non in parte (terribile Howard Vernon che nel film di Franco più che Dracula sembra un povero vecchio affetto da paresi facciale).

Del 1968 invece è il primo film del ciclo dedicato al licantropo Waldemar Daninsky dal’attore Jacinto Molina (in arte Paul Naschy),una lunga saga che omaggia i classici della Universal e in cui Daninsky si contra con svariati mostri celebri.

Con gli anni 80 e la nascita di un nuovo tipo di Horror le macedonie all mosters scompaiono (a parte quel baraccone idiota di Van Helsing di Stephen Sommers) come genere cinematografico per ricomparire in un altro medium il fumetto.
Un primo esempio di questo tipo erano i già gli scontri tra i diversi mostri dei fumetti horror della Marvel negli anni 70  tra Dracula,la creatura di Frankenstein e il licantropo Jack Russell.

Nel 1995 la casa editrice Topps pubblica divesi albi dedicati a Dracula e tra questi la miniserie The Frankenstein Dracula War su testi di Jean Marc Lofficier e Roy Thomas e disegni di Claude St.Abin.Nella Francia di primo ottocento il Conte di Saint Germain manipola un redivivo mostro di Frankenstein per spingerlo a combattere contro il Conte Vampiro che nutre delle mire sulla Francia.

Anche il disegnatore Neal Adams si è cimentato con un suo personale omaggio con Monsters,riedizione di una non troppo riuscita storia degli anni 80 pubblicata originariamente sul magazine Hammer House of Horror.

Recentemente l’Image ispirandosi ad un dipinto di Frazetta ha pubblicato lo speciale Dracula meet the Wolfman su testi di Steve Niles e ottimi disegni di Francesco Francavilla che ben rendono le atmosfere dei vecchi film Horror.Dracula ha scelto come sua prossima vittima una giovane fanciulla ma deve fare i conti con un uomo innamorato della ragazza e affetto da licantropia.

La palma per le migliori macedonie all mosters a fumetti va però a Bob Tinnel e Neil D.Vokes e ai loro The Black Forest e Flesh and Blood.Per quest’ultimo vi rimando alla mia recensione,mentre invece The Black Forest è un ottimo omaggio ai film dell’Espressionismo tedesco e della Universal in cui il Graf Orlok,la Creatura di Frankenstein e un lupo mannaro si aggirano per un Europa dilaniata dal primo conflitto mondiale.

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Nosferatu:Plague of Terror

by morettafra on gen.09, 2012, under Horror, Recensioni Fumetti, Vampiri


Primi anni 90.In netta contrapposizione con la moda imperante che vuole i vampiri come creature affascinanti e complesse (ma non veramente cattive) su modello dei bestsellers della Rice una piccola casa editrice la Millennium pubblica una miniserie dedicata al vampiro più mostruoso di tutti i tempi:Graf Orlok.Creato da Murnau per il film del 1919 Nosferatu Orlok sarebbe in realtà Dracula a cui Murnau cambiò nome e aspetto per non incorrere in problemi legali (poichè non aveva ottenuto i diritti di trasporre il romanzo di Stoker).I testi erano di Mark Ellis e la storia prendeva inizio in una moderna metropoli.In un palazzo vengono ritrovati dei cadaveri che presentano segni di peste bubbonica ed un libro,un diario scritto a mano che racconta la storia di Sir William Longsword.Di ritorno dale crociate con il proprio scudiero il cavaliere decide di fermarsi in un castello per cercare una cavalcatura per quest’ultimo.Il castello un tempo appartenente al Barone Graf Orlok è ora un monastero retto da un particolare gruppo di suore l’Ordine del Sepolcro.All’interno del castello Sir William troverà quasi tutte le suore morte a causa della peste e mentre ascolterà dall’unica ancora in vità uno strano avvertimento,il suo scudiero in cerca di tesori libererà qualcosa che era sigillato.                                                                                                                                                                             Un male antico che porta il nome di Graf Orlok e a cui Longsword cerca di opporsi ottenendo solo di essere morso e trasformato in un morto vivente.Condannato ad un immortalità che non desiderava Longsword inizierà a dare la caccia al vampiro seguendone la scia di follia e pestilenza in epoche e nazioni diverse.Come in India dove Orlok è divenuto sacerdote presso i Thugs,in Vietnam dove il non-morto haveva radunato un esercito per finire nei sobborghi delle moderne metropoli dove Orlok trova seguaci tra i diseredati della moderna società.E dove in una vecchia abbazia Longsword cercherà di mettere fine alle nefaste imprese del vampiro prima che quest’ultimo ceda il suo ruolo ad un innocente.Ellis tratteggia Orlok rifacendosi al folklore e rispolverando l’idea del vampiro come portatore di peste.Peste che è tratteggiata come una oscura divinità della quale Orlok è infine solo un servo.Un male al quale ci si deve opporre con nobiltà ma anche fermezza come Longsword ha imparato nei secoli temprato dalla crudeltà del non-morto.Ma forse  anche quando viene annientato il male è destinato a ripresentarsi sotto nuove sembianze. 

 

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Top 5 trasformazioni di lupi mannari

by morettafra on gen.06, 2012, under Classifiche, Horror


Di solito nei film sui lupi mannari la trasformazione è il momento clou dell’intera pellicola.A volte si può rivelare una delusione oppure quando dietro cìè un maestro del make-up bravo può essere un autentico spettacolo.Ecco di seguito le cinque metamorfosi che in un modo o nell’altro più mi hanno colpito.
TRICK’ R’ TREAT
Girata con un sottile umorismo ecco una scena di trasformazione di gruppo da parte di alcune giovani licantrope,che mutano togliendosi di dosso la pelle con la stessa nonchalance di una ragazza che prova gli abiti per una festa.Vedere per credere.

BEING HUMAN
Trovare una trasformazione mannare ben realizzata per la televisione è raro,perciò rimasi colpito dalla metamorfosi di George uno dei protagonisti di questa divertente serie inglese.Ricorda un pò la famosa metamorfosi del film di Landis ma vale comunque un occhiata.

IN COMPAGNIA DEI LUPI
Perfetta rappresentazione della metamorfosi del licantropo nel folklore,nonchè un pò disturbante se la vedi per la prima volta è questa riuscita sequenza proveniente dal fiabesco film di Neil Jordan.

L’ULULATO
Il magnifico film di Dante è stato uno dei primi ad offrirci una spettacolare metamorfosi realizzata dal bravo Rob Bottin che in seguito si sarebbe superato realizzando le trasformazioni de La Cosa per Carpenter.

UN LUPO MANNARO AMERICANO A LONDRA
Per me è tutt’ora la più dettagliata e realistica sequenza di mutazione in lupo che il cinema ha mai mostrato (creata da Rick Baker).Che poi il licantropo nella sua forma definitiva non convinca in pieno è un altro discorso,la trasformazione in se è eccezionale per la cura e l’attenzione al dettaglio con cui è realizzata.

MENZIONE D’ONORE
-WEREWOLF
Serie televisiva realizzata negli anni 80 con protagonista un giovane licantropo ci offre i primi lupi mannari televisivi ben realizzati per mano del solito Baker.Guardate questo filmato.

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Sturm und Wampyr non-morti e nazisti

by morettafra on gen.04, 2012, under Horror, Vampiri


L’idea per questo piccolo dossier mi è venuta leggendo l’ultimo articolo di Alex su Plutonia Experiment una recensione del romanzo La Fortezza.Mi sono trovato così a pensare alle volte in cui i nazisti se la sono vista con i vampiri  e di scrivere un piccolo dossier.
Potremmo iniziare il nostro viaggio citando il racconto di Manly Wade Wellman The Devil is not Mocked in cui un gruppo di soldati nazisti in Transilvania per dare la caccia ai partigiani si insedia in un vecchio castello ricevendone un indimenticabile ospitalita dal suo padrone Dracula.Il racconto venne adattato nel 1971 in un episodio del telefilm Night Gallery (Ad interpretare il Conte è Francis Lederer che nel ’58 era stato Dracula in The Return of Dracula).

Ma il vampiro più famoso del mondo ebbe a che fare con i nazisti anche in Dracula 1944 di Edward D. Hoch.Qualcosa si aggirà nel campo di prigionia di Bergen-Belsen uccidendo i soldati tedeschi e sembra esservi coinvolto un uomo arrivato insieme ad un gruppo di zingari che di giorno non esce mai e si chiama Vlad Tepes…
Di tutt’altro tono invece il racconto Down among the dead men di Gardner Dozois e Jack Dann in cui un vampiro miete vittime fra i prigionieri di un campo di sterminio.Un racconto duro senza concessioni all’happy ending.
Anche uno dei capitoli della saga di 30 Giorni di Notte vede nazisti ale prese con dei vampiri durante le ultimi fasi della campagna in Russia.Neve Rossa è una buona storia semplice e diretta scritta e disegnata da Ben Templesmith.Indubbiamente il migliore tra i seguiti del fumetto originale.

Potevano mancare i britannici nel nostro elenco?Ovviamente no.Pubblicato a puntate su 2000 AD ecco Fiend from the Eastern Front testi di Gerry Finley-Day e disegni di Carlos Ezquerra.Inviati in Romania per collaborare con un commando locale contro i russi un gruppo di nazisti scoprirà sulla propria pelle la vera natura dei propri presunti alleati.

Nel manga di Kohta Hirano Hellsing (delirio splatter-guerresco) i cattivi di turno sono un organizzazione nazista formata da ufficiale dell’esercito tedesco divenuti vampiri e che ha intenzione di conquistare Londra.

Vale la pena ricordare a proposito di nazismo e vampirismo il curioso Der Untergang des Abendlandesmenschen di Howard Waldrop ambientato in una Berlino degli anni 20 (e ricco di citazioni all’immaginario del periodo) in cui si muovono il Graf Orlok di Nosferatu e un giovane Adolf Hitler.
Chiudo ricordando il bell romanzo di F.P.Wilson La Fortezza (leggete la recensione di Alex,ne parla egreggiamente) e i suoi due adattamenti:il film di Michael Mann e il fumetto scritto dallo stesso Wilson (insoddisfatto dal film di Mann) e disegnato da Matthew Don Smith con un tratto che ricorda Mike Mignola.Ovviamente i nazisti non hanno avuto a che fare solo con i vampiri,ma questa è un altra storia…

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Pumpkinhead (1988)

by morettafra on gen.02, 2012, under Horror, Recensioni Film


A volte può capitare di imbattersi in piccole gemme nascoste per puro caso.Un pomeriggio di pura noia,la ricerca di un titolo che ci attiri e BAM ecco che l’occhio cade su un nome,uno degli attori che recitano nel film che hai sottomano.Lance Henriksen.Uno dei migliori e più sottovalutati attori degli ultimi anni.Un film con Henriksen non può essere male giusto?Ed ecco che ci tuffiamo nella visione del film rimanendone a sorpresa coinvolti e appagati.Il film in questione è Pumpkinhead debutto alla regia del mago degli effetti speciali Stan Winston ed è un onestissimo B-Movie diretto come Dio comanda.L’idea per il film venne da una poesia di Ed Justin in cui si parla di uno spauracchio che colpisce coloro che commettono cattive azioni.Da questa premessa viene sviluppata una fiaba nera su perdita e colpe.Ed Harley gestore di un emporio di montagna perde il figlio a causa di un incidente provocato da alcuni ragazzi di città.Sconvolto dal dolore e dalla rabbia chiede ad una vecchia strega di punire i responsabili.E la donna lo farà evocando un demone.La vendetta però non è una cosa veloce e indolore come apprendera Harley.Lui è il demone sono in simbiosi ed il pover’uomo sente tutto ciò che il demone commette,comprese il dolore che provoca alle sue vittime.Resosi conto del suo errore Harley cercherà di rimediare aiutando l’unica ragazza sopravvissuta all’attaco del mostro.La regia di Winston è solida e riesce a gestire bene il clima di dolore,aspettativa e pentimento che la storia genera.La sequenza in cui il figlio di Harley muore è lenta,realmente dolorosa tanto quanto rapido è stato l’incidente.Quando il piccolo muore tra le braccia del padre noi sentiamo la scena e ne rimaniamo colpiti.Henriksen è straordinario nel ruolo di Ed Harley un padre affettuoso che dopo aver perso il proprio bambino non ne accetta la perdita e spinto dalla rabbia crede di poter ottenere una vendetta facile.I ragazzi di città pur nella loro incoscienza sono meno idioti e stereotipati del solito,al punto che poco prima dell’attacco il responsabile dell’incidente decide di costituirsi.Lo splatter è abbastanza centellinato in favore di una certa suspense favorità anche dai pesaggi naturali,brulli e ostili e da un buon uso delle luci con virate verso in colori blu scuro e arancio.La creatura costruita da Winston è di buona fattura anche se un pò ricorda lo xenomorfo di Alien.Interessante il legame simbiotico che lo unisce a chi lo invoca,tale che nel finale il suo viso fosse una parodia distorta di quello Harley.Come se Pumpkinhead in fin dei conti fosse la metà oscura a cui a volte a causa di un dolore troppo grande cediamo.
Pumpkinhead (1988) Trailer

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Flesh and Blood vol.1

by morettafra on dic.22, 2011, under Horror, Recensioni Fumetti, Vampiri


Era da un annetto almeno che circolava la notizia che Robert Tinnel e Neil D.Vokes stessero lavorando insieme ad un omaggio ai mitici film della Hammer che tanto adoro.D’Altronde i due avevano fatto qualcosa di simile con i film dell’espressionismo e della Universal in The Black Forest e miscelato western e gotico in The Wicked West.Se poi aggiungiamo che adoro l’horror classico,i disegni di Vokes e i film della Hammer per me l’hype per questa serie era alle stelle.La scorsa settimana il volume (primo di una quadrilogia) è finalmente entrato nelle mie mani e posso tranquillamente affermare che è stata una delle migliori letture del 2011.La storia prende avviò dalla distruzione della vampira Carmilla e dalla decisione del Generale Spielsdorf di eliminare l’intera stirpe vampirica dalla faccia della terra per vendicare la morte della figlia.Decide quindi di far evadere dal manicomio in cui è imprigionato il Barone Frankenstein affinchè riesca con il suo ingegno a creare una piaga che uccida tutti i vampiri.Queste ricerche attireranno l’attenzione di Dracula e dei suoi seguaci dando inizio ad una vera e propria guerra.L’intera narrazione è disseminata di citazioni e omaggi ai film della Hammer:un nobile di nome Ward Baker come il regista Roy Ward Baker,un cacciatore di mostri che ricorda molto  Capitan Kronos e che infatti si chiama Horst Janson come l’attore che lo intepretava.Viene citato l’unico momento umoristico di Horror of Dracula e vediamo comparire il Dr.Van Helsing in un ruolo che di sicuro non vi aspettereste.Ma questi e altri non sono semplici omaggi vuoti e sterili come spesso capita e come spesso ci hanno abituato molti autori moderni.In questo caso sono invece elementi che contribuiscono a creare una narrazione epica e gotica in cui si respira la grandezza dei migliori film della Hammer.La caratterizzazione dei personaggi è fedele ai film ed ai testi restituendoli così alla loro dimensione originaria.Carmilla è una creatura che vive più per l’amore delle sue vittime che per il loro sangue e questo ne causera la morte.Il Barone Frankenstein è acuto,brillante e mosso da quell’interesse scientifico proprio come Cushing lo interpretava sullo schermo,mentre Dracula è il carismatico signore dei non-morti astuto e crudele.Non mancano ovviamente altre figure note come ad esempio un lupo mannaro e una Contessa di nome Erzbeth…
Il tratto di Vokes è eccellente ed adatto alla storia passando da toni diversi,da scene anche cruente di decapitazione alle raffinate seduzioni di alcune sensuali vampire.Il volume è introdotto da una prefazione di Tim Lucas (autore del migliore saggio mai scritto sul cinema di Mario Bava All the Colors of the Dark) e contiene anche un articolo di Bruce G. Hallenbeck (noto esperto di cinema ed in particolare dei film Hammer) su Frankenstein,Carmilla e Dracula,gli sketch dei personaggi e alcuni disegni realizzati per l’occasione da vari artisti.Più la prima parte di Operation Satan un omaggio ai film di Quatermass.

Flesh and Blood Book Trailer

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Una figlia per il Diavolo (1976)

by morettafra on dic.17, 2011, under Horror, Recensioni Film


Piccola recensione tardiva per concludere la settimana.Nella miriade di soggetti e figure dell’immaginario fantastico affrontate dalla Hammer nel corso della loro opera non poteva mancare il signore delle tenebre,il diavolo.Il primo film con cui la casa inglese affrontò l’argomento fu The Devil rides out del 1969 con alla regia il grande Terence Fisher e Christopher Lee in un ruolo positivo il Duca di Richleau.Il soggetto scritto da Richard Matheson era tratto da un romanzo dello scrittore Dennis Wheatley che rimase impressionato positivamente dal girato al punto da concedere liberamente i diritti per l’adattamento di altre sue opere.Ma la Hammer coglierà questa opportunità solo molti anni dopo in quello che molti considerano il periodo di crisi della casa inglese.Realizzando una pellicola che è il loro ultimo film e che ancora oggi divide gli appassionati.( lo stesso Wheatley rifiutò il film per i cambi apportati alla sua storia.)Ma procediamo con ordine.Lo scrittore John Verney ,specializzato in libri sull’esoterismo, riceve una richiesta d’aiuto da un uomo di nome Henry Beddows.Beddows vuole che Verney prelevi la figlia Catherine all’aeroporto e la tenga nascosta.La ragazza è affiliata come suora ai Figli del Signore un ordine religioso guidato dall’ambiguo Padre Michael.Ben presto Verney si rende conto che i Figli del Signore sono in realtà satanisti che necessitano di Catherine per realizzare un misterioso obiettivo in concomitanza dei suoi diciotto anni e che per riprendere Catherine Padre Michael non esiterà a ricorrere alla magia nera,mietendo vittime anche tra gli amici di Verney.Il regista Peter Sykes se la cava abbastanza bene nel creare un clima di sospetto e di paura man mano che Verney scopre le intenzioni di Padre Michael e affronta le insidie della magia nera.In parte si rifà alle atmosfere di film come Rosemary’s Baby e L’Esorcista,aggiungendo anche una piccola dose di violenza e sesso.Come nei rituali orgiastici dei satanisti o in una sequenza da incubo in cui Catherine (intepretata da una giovane Nastassja Kinsky) vede una sorta di feto sanguinolento arrampicarsi sul suo stomaco (fra l’altro la Kinsky all’epoca quindicenne compare anche in una scena di nudo che creò numerosi problemi con la censura).Personalmente ho molto apprezzato la gestione del soprannaturale credibile e ben calato in un contesto realistico.Ma prima accennavo ai cambiamenti che tanto irritarono Dennis Wheatley.Nel romanzo originale vi è una protagonista,una scrittrice di nome Molly Fountain e al posto di Padre Michael vi è invece un negromante Canon Copley-Syle(ispirato al vero reverendo Montague Summers).Questo cambio di personaggi e altre infideltà irritarono Wheatley al punto che rinnegò completamente l’intera opera.Dal canto mio invece posso affermare che si tratta di una pellicola abbastanza riuscita,con un Christopher Lee che pur ammicando al suo Dracula recita intensamente nel ruolo del sacerdote scomunicato (“It’s not heresy ….and i will not recant” Non è eresia…e non intendo abiurare recità all’inizio del film dopo la sua scomunica,).Gli si oppone nei panni di John Verney un Richard Widmark perfettamente credibile come paterno esperto di occultismo con il suo viso rugoso ma saggio e gentile.Se siete in cerca di un buon film horror d’atmosfera ve lo consiglio caldamente.
To the Devil a daughter (1976) Trailer

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