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La Biblioteca del Vampirologo

Il Vampiro che ride (2000)

by morettafra on nov.01, 2011, under La Biblioteca del Vampirologo, Recensioni Fumetti, Vampiri


Manga.Fumetti malscritti,infantili e con anatomie del tutto inventate.Spesso è questo quello che pensano superficialmente molte persone.(Che in quanto a conoscenza del medium non vanno oltre i fumetti per ragazzini)
Ma come l’appassionato ben sa in realtà esiste un intero universo di storie e autori poco conosciuti e pubblicati nel nostro paese.Pensando all’horror mi vengono in mente ad esempio Kei Kusunoke,autrice di quel Onikirimaru che è uno dei migliori titoli horror nipponici oppure a Junji Ito creatore di figure mostruose e racconti realmente disturbanti.E poi c’è Suehiro Maruo.Classe 1956 nato a Nagasaki,Maruo non è un autore facilmente inquadrabile in un genere o in un qualche classificazione.Alcuni vi diranno che i suoi racconti sono Horror,per altri è un esponente dell’ero-guro (genere che mischia erotismo malsano e violenza estrema.Infine per certe persone i suoi lavori sono spazzatura morbosa.All’inizio della sua carriera Maruo cerco di pubblicare i suoi primi lavori sulla famosa Weekly Shonen Jump,ma gli editor li rifiutarono perchè troppo particolari.Maruo fini così a lavorare negli ambienti underground collaborando con la rivista Garo,divenendone un autore fisso insieme ad altri maestri del fumetto nipponico come Shigeru Mizuki e Sanpei Shirato.(creatori rispettivamente di Ge-Ge-Ge-no Kitaro e Kamui)Malconsiderato come autore dalla critica giapponese per la crudezza dei suoi lavori Maruo è stato rivalutato solo recentemente.
Ma veniamo a Il Vampiro che Ride o Warau Kyūketsuki.Si tratta di un lavoro recente dell’autore rispetto ad altri suoi racconti,ma come molti altri ha per protagonisti dei ragazzi,dei giovani.(Caratteristica ricorrente in altre sue opere poichè come dichiarato dallo stesso Maruo,non trova interessante scrivere del mondo adulto)Ma a differenza della rappresentazione spesso stereotipata e politicamente corretta che in Occidente hanno i media della gioventù Maruo preferisce invece raffigurare i suoi ragazzi adolescenti con un crudo realismo.ragazzi smaliziati che si drogano e bullizzano spietatamente i più deboli o che si prostituiscono per comprare abiti firmati.Il tutto senza sproloquiare in giudizi morali o sermoni.Qui in questo ambiento seguiamo le peripezie di tre adolescenti i cui destini si intreccieranno:Konosuke Mori iniziato al vampirismo da Rakuda una vecchia strega-vampiro di 130 anni,Luna Miyawaki una giovane che porta su di se i segni di un trauma infantile e infine Sotoo Henmi praticamente un giovane serial killer in erba.
La descrizione del vampirismo da parte di Maruo è particolare,scordatevi zanne o bare il suo vampirismo è un male oscuro,la terra che rifiuta i deceduti di morte violenta condannandoli così ad una vita di oscurità.Come scoprirà Konosuke quando nei primi tempi cercherà di mantenere una facciata di normalità trovandosi costretto ad indossare una bardatura alla Elephant Man per non essere ustionato dal sole.E suscitando cosi pettegolezzi e fantasie morbose.D’altro canto i ritrovamenti delle sue vittime finiscono con l’influenzare negativamente Sotoo che già avviato alla vita da serial killer e colpevole di incendio doloso finirà con il sprofondare in una serie di allucinate fantasie necrofile.E finira anche per attirare a sè Luna che a causa del suo trauma vede la sessualità come una forma di vampirismo.La vicenda poi prosegue con un secondo capitolo più action in cui entra in scena un secondo gruppo di vampiri.
Lo stile di Maruo si rifà alle figure del teatro e della pittura classica giapponese con contaminazioni dall’espressionismo e dai film in bianco e nero.Maruo spesso cità i classici come all’inizio del secondo volume dove l’entrata in scena di Luna e Konosuke ad un ballo in maschera richiama l’entrata in scena di Erik ne Il Fantasma dell’Opera del 1925.Se siete in cerca di una lettura particolare e interessante questo volume fà decisamente per voi.
NOTA.Pubblicato anni fa dalla Coconino Press Il Vampiro che Ride è ormai introvabile,ma fortunatamente si trova facilmente in rete in lingua inglese.

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Acque Calme (1985)

by morettafra on ott.03, 2011, under Horror, La Biblioteca del Vampirologo, Vampiri


Anno 1985.Rosewood nell’Illinois.Un gruppo di ragazzini sta facendo il bagno nelle acque di una palude.Un tempo era una città,ma strani fatti cambiarono lo stato delle cose.Ad un certo punto uno dei ragazzi si accorge di essere pieno di sanguisughe e strillando esce dall’acqua.Gli altri lo imitano disgustati,tranne uno il più grasso e lento del gruppo.Se ne sta immobile al centro della palude con una strana espressione,quando qualcosa lo tira giù.Qualcosa di pallido e veloce…
Iniziava cosi il numero 38 di Saga of the Swamp Thing del 1985.In quel periodo sulle pagine di un fumetto dedicato ad un vecchio personaggio horror della Dc comics si stava facendo la storia del fumetto americano e i responsabili (in senso positivo) erano un certo Alan Moore coadiuvato ai disegni da Stephen Bissette,Rick Veitch e John Totleben.(Tre mostri sacri del fumetto underground)Moore aveva da poco avuto l’incarico di rivitalizzare la testata Saga of the Swamp Thing da Lein Wein in persona (allora editor della Dc) e l’inglese lo aveva fatto rivoluzionando sotto ogni punto di vista il personaggio,stravolgendone le origino e adottando temi più adulti,con un linguaggio che usava riferimenti a molteplici fonti dalla letteratura,all’arte,al fumetto underground.Per essere precisi,all’uscita del n.38 Moore aveva iniziato una nuova saga intitolata Gotico Americano.Il principale merito di questa storyline oltre ad aver introdotto il personaggio di John Constantine (il cinico occultista di casa Dc) era l’aver permesso a Moore di manipolare e ricreare le figure cardine dell’immaginario orrorifico:donne maltrattate che mutano in licantropi,serial killer che credono di essere l’uomo nero,zombi che infestano vecchie piantagioni,ville infestate e ovviamente vampiri.Ma non quelli a cui siamo abituati,vampiri acquatici.Facciamo un attimo un passo indietro,in quanto questo doppio episodio che ha occupato i numeri 38 e 39 della collana si ricollega a un altro numero il 3 che ospitava la storia “A town has turned to blood” di Mike W. Barr.In quell’episodio Swamp Thing cercava di contrastare il diffondersi di un contagio vampirico in una cittadina dell’Illinois Rosewood,fallendo.Alla fine si ritrovava costretto ad inondare con l’acqua di una diga la città,permettendo all’acqua corrente di uccidere i vampiri e mettere fine alla loro minaccia.O perlomeno così pensava il povero Holland.Perchè come gli rivela invece Constantine quel giorno commise un errore:quando inondò la città era il tramonto,non tutti i vampiri erano usciti dai loro rifugi e ai sopravvissuti bastò aspettare che le acque si fermassero per uscire e adattarsi al nuovo ambiente.Scoprendo cosi i vantaggi che un abitazione subacquea può fornire ad un non-morto.Non respirando i vampiri possono muoversi a loro piacimento sott’acqua senza limiti di tempo.Inoltre le profondità acquatiche proteggono i loro corpi dal sole consentendogli di cacciare di giorno,diventando sempre più numerosi.Ma quello che Constantine e Swamp Thing ignorano e che i vampiri stanno mutando e la loro regina ha messo al mondo una nidiata di nuove creature,completamente diverse dai loro progenitori e più pericolose…
Moore come da norma fà un ottimo lavoro descrivendo meravigliosamente i pensieri dei suoi vampiri acquatici,sono predatori in vista di un cambiamento,di una mutazione che li renderà più terribili e il bardo di Northampton ci regala ottime sequenze di caccia e vita acquatiche.Non da meno sono i disegni di Stephen Bissette nel disegnare le acquitrinose profondità della palude e i suoi pallidi succhiasangue che in esse vivono tra la fauna locale.In definitiva una delle più originali e inquietanti varianti di una delle più vecchie figure dell’immaginario umano.
NOTE.Questa storia (come tutta la gestione di Moore,che è consigliatissima) furono pubblicate in Italia originariamente dalla Comic Art,prima su Horror e Dc Comics presenta e poi su una breve serie dedicata a Swamp Thing e durata una decina di numeri.In seguito la Magic Press ristampò in volumi l’intera run di Moore.Attualmente è la Planeta ad averne i diritti,ma ha pubblicato un solo volume.

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