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Recensioni Film

Dust Devil (1992)

by morettafra on feb.02, 2012, under Horror, Recensioni Film


Esistono casi in cui una pellicola rappresenta la realizzazione di un ossessione che a lungo ha caratterizzato la vita del suo regista.Fin da quando era piccolo Richard Stanley era tormentato da un sogno in cui una figura con indosso un cappello da cowboy e un lungo cappotto si ergeva nel deserto mentre attorno a  cresceva una tempesta di sabbia.Questa immagine continuera a perseguitare il regista sudafricano per parte della sua vita.Anni dopo Stanley disertò dall’esercito e deciso a fuggire in Germania si ritrovò a fare l’autostop per il deserto della Namibia.Qui venne a sapere di sette brutali omicidi e di un assassino a piede libero.Questo assassino era però considerato dai contadini un essere soprannaturale,un demone a caccia di anime.Immediatamente Stanley ripenso al suo sogno identificando con questo misterioso killer la figura onirica che lo perseguitava.Nel 1984 tornato in Namibia dopo aver vissuto in Europa Stanley cerco di filmare i propri demoni in un cortometraggio pirtroppo perduto e di cui resta solo un trailer.
Forte del successo ottenuto dalla sua prima regia quell’Hardware di cui sia Germano e Lucia hanno parlato Stanley decide di realizzare un lungometraggio sul suo demone.Ma la sua volontà di rimanere fedele alla propria visione lo porterà a scontrarsi più volte con i produttori arrivando addirittura ad un episodio in cui il regista esasperato dalla pressione esercitata da quest’ultimi arrivò a firmare con il proprio sangue un contratto (In più a complicare la lavorazione una truccatrice morì e si verificarono strani episodi,se ne volete sapere di più vi consiglio la lettura di questo completissimo articolo).Figlia dei compromessi dei produttori è quindi la prima versione del film ridotta a 87 minuti,priva di alcune delle parti più mistiche della storia e che in Italia fu presentata come Demoniaca.Stanley però non si da per vinto e nel 1994 riesce a produrre una versione fedele alla sua poetica la cosidetta Final Cut (che è poi la versione che ho visto e che vi consigli, uscita in Dvd qualche annetto fa).Un demone percorre il deserto della Namibia sotto le sembianze di un autostoppista,cercando le proprie vittime tra i disperati che desiderano la morte.La sua strada si incrocerà con quelle di una donna scappata dal marito e di un vecchio poliziotto che sta indagando sui suoi delitti.Come già detto il film è piena espressione di una visione mistica di Richard Stanley che si rifa a quella ancestrale del suo paese il Sud Africa e della Namibia.Dietro l’orrore razionale e umano di un serial-killer si cela qualcosa di più antico che vaga per le strade del mondo da innumerevoli epoche.

Uno spirito del male intrappolato in questo piano della realtà,legato alla carne e costretto ad uccidere affinchè le anime delle sue vittime ne mantengano i poteri. Il demone è in parte umano,capace di provare e soffrire per quelle passioni che si agitano nel cuore della nostra razza ma obbligato a uccidere per sopravvivere e tornare forse un giorno da dove proviene. Può cacciare solo quelle persone che desiderano la morte e che quindi inconsciamente lo cercano,proprio come gli altri due protagonisti del film Wendy in fuga da un matrimonio in cui non si riconosce più e Ben anziano poliziotto che ha perso mogli e figlio molti anni prima e a cui rimane solo il senso di colpa. Entrambi finiranno per incontrarlo in uno show down in una città abbandonata nel deserto (omaggio alle rese dei conti dei Western italiani).Ma Dust Devil è anche un film sul Sud Africa e su come anni di oppressione e guerre abbiano allontanato dalle proprie tradizioni e identità un popolo. Esemplificativa la scena di dialogo tra Ben e uno sciamano ( chiamato Joe Niemand che vive tra i resti di un drive-in abbandonato) che lo mette in guardia sulla natura dell’assassino intimandogli di smettere di pensare come un bianco e tornare a credere,perchè solo credendo può fermare il demone.Ma forse Ben vuole solo morire e smettere di essere perseguitato da un passato con cui non riesce a riappacificarsi (la morte del figlio dovuta ad una sua assenza e l’abbandono della moglie).Anche Wendy ha in se lo stesso desiderio ma meno intenso,tenta di uccidersi tagliandosi le vene ma fermandosi all’ultimo secondo e quando il demone sta per ucciderla si ribella scappando nel deserto. E sarà sempre Wendy ad affrontare per ultimo lo spirito dimostrando così il proprio desiderio di vivere. Ma a volte il male invece di sparire cambia solo volto,per tornare a percorrere nuovamente le vie di questa esistenza.

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The Resurrected (1992)

by morettafra on gen.24, 2012, under Horror, Recensioni Film


Nonostante abbia contribuito a un importante fetta dell’immaginario degli anni 80 come sceneggiatore Dan O’Bannon ha personalmente diretto solo due film.Il primo è uno dei più originali e divertenti “emuli” della saga Romeriana Il Ritorno dei Morti Viventi,mentre per il suo secondo film sceglie di adattare un racconto di H.P.Lovecraft Lo strano caso di Charles Dexter Ward in passato già trasposto da Roger Corman in The Haunted Palace.Ma a differenza della pellicola di Corman il film di O’Bannon risulta più fedele al testo originario pur ovviamente trasferendo la storia dal Rhode Island del 1928 ai giorni nostri.L’investigatore John Marsh viene ingaggiato da Claire Ward affinchè scopra la natura degli strani esperimenti che il marito Charles Ward sta praticando in completa solitudine.L’uomo era ossesionato dalla storia di Joseph Curwen uno stregone del 1700 che condivideva una forte rassomiglianza fisica con lui.Lentamente le indagini portano alla luce una realtà spaventosa: Curwen era un antenato di Charles Dexter dedito a riportare in vita i morti tramite pratiche proibite ed un ormai degenerato Charles ne sta seguendo l’esempio.O almeno cosi sembra…
L’intera storia è narrata in flashback da Marsh appena reduce da fatti decisamente fuori dal normale.Come già detto a parte l’ambientazione moderna e l’aggiunta di Marsh e  Claire il film ripercorre piuttosto fedelmente il racconto originale,presentandoci uno dei mad doctor creati da Lovecraft Joseph Curwen.Lo definisco tale in quanto i suoi metodi e il suo scopo lo accomunano più ad un Herbert West o più precisamente ad un Barone Frankenstein che al classico stregone.Curwen resuscita i morti per impadronirsi delle loro conoscenze e per sconfiggere la morte ottenendo l’eternità.I risultati dei suoi esperimenti sono creature imperfette e affamate che tiene prigionieri nei sotteranei della sua proprietà.A dare viso e corpo a questo genio maligno è Chris Sarandon affascinante e diabolico,capace di essere minaccioso perfino tra le pareti imbottite di un manicomio.(Altro che Hannibal Lecter…)Il film usci come direct to video dopo una storia travagliata,i produttori lo fecero rimontare da capo infiaschiandosene del montaggio di Dan O’Bannon.(Che si infuriò come una iena perchè lo considerava il suo lavoro più riuscito)Di questo il film ne risente particolarmente all’inizio con un ritmo lento un pò confuso che però si stabilizza durante la visione riprendendo quota (Fastidiosa nei primi minuti la voce narrante di Marsh).Il tasso di splatter è contenuto rispetto a pellicole analoghe degli anni 80,meno slapstick è più maturo rispetto a Il Ritorno dei Morti Viventi con effetti speciali di buon livello (Impressionanti i resuscitati di Curwen).C’è una scena quella della resurrezione di Curwen in cui mi domando se O’Bannon abbia voluto lanciare un piccolo omaggio a Frankenstein,poichè l’intera sequenza ricorda una delle prime illustrazioni del romanzo di Shelley (Ma forse sono solo miei deliri…)Decisamente consigliato e a parer mio un piccolo gioellino ingiustamente dimenticato.
The Resurrected (1992) Trailer

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Pumpkinhead (1988)

by morettafra on gen.02, 2012, under Horror, Recensioni Film


A volte può capitare di imbattersi in piccole gemme nascoste per puro caso.Un pomeriggio di pura noia,la ricerca di un titolo che ci attiri e BAM ecco che l’occhio cade su un nome,uno degli attori che recitano nel film che hai sottomano.Lance Henriksen.Uno dei migliori e più sottovalutati attori degli ultimi anni.Un film con Henriksen non può essere male giusto?Ed ecco che ci tuffiamo nella visione del film rimanendone a sorpresa coinvolti e appagati.Il film in questione è Pumpkinhead debutto alla regia del mago degli effetti speciali Stan Winston ed è un onestissimo B-Movie diretto come Dio comanda.L’idea per il film venne da una poesia di Ed Justin in cui si parla di uno spauracchio che colpisce coloro che commettono cattive azioni.Da questa premessa viene sviluppata una fiaba nera su perdita e colpe.Ed Harley gestore di un emporio di montagna perde il figlio a causa di un incidente provocato da alcuni ragazzi di città.Sconvolto dal dolore e dalla rabbia chiede ad una vecchia strega di punire i responsabili.E la donna lo farà evocando un demone.La vendetta però non è una cosa veloce e indolore come apprendera Harley.Lui è il demone sono in simbiosi ed il pover’uomo sente tutto ciò che il demone commette,comprese il dolore che provoca alle sue vittime.Resosi conto del suo errore Harley cercherà di rimediare aiutando l’unica ragazza sopravvissuta all’attaco del mostro.La regia di Winston è solida e riesce a gestire bene il clima di dolore,aspettativa e pentimento che la storia genera.La sequenza in cui il figlio di Harley muore è lenta,realmente dolorosa tanto quanto rapido è stato l’incidente.Quando il piccolo muore tra le braccia del padre noi sentiamo la scena e ne rimaniamo colpiti.Henriksen è straordinario nel ruolo di Ed Harley un padre affettuoso che dopo aver perso il proprio bambino non ne accetta la perdita e spinto dalla rabbia crede di poter ottenere una vendetta facile.I ragazzi di città pur nella loro incoscienza sono meno idioti e stereotipati del solito,al punto che poco prima dell’attacco il responsabile dell’incidente decide di costituirsi.Lo splatter è abbastanza centellinato in favore di una certa suspense favorità anche dai pesaggi naturali,brulli e ostili e da un buon uso delle luci con virate verso in colori blu scuro e arancio.La creatura costruita da Winston è di buona fattura anche se un pò ricorda lo xenomorfo di Alien.Interessante il legame simbiotico che lo unisce a chi lo invoca,tale che nel finale il suo viso fosse una parodia distorta di quello Harley.Come se Pumpkinhead in fin dei conti fosse la metà oscura a cui a volte a causa di un dolore troppo grande cediamo.
Pumpkinhead (1988) Trailer

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Una figlia per il Diavolo (1976)

by morettafra on dic.17, 2011, under Horror, Recensioni Film


Piccola recensione tardiva per concludere la settimana.Nella miriade di soggetti e figure dell’immaginario fantastico affrontate dalla Hammer nel corso della loro opera non poteva mancare il signore delle tenebre,il diavolo.Il primo film con cui la casa inglese affrontò l’argomento fu The Devil rides out del 1969 con alla regia il grande Terence Fisher e Christopher Lee in un ruolo positivo il Duca di Richleau.Il soggetto scritto da Richard Matheson era tratto da un romanzo dello scrittore Dennis Wheatley che rimase impressionato positivamente dal girato al punto da concedere liberamente i diritti per l’adattamento di altre sue opere.Ma la Hammer coglierà questa opportunità solo molti anni dopo in quello che molti considerano il periodo di crisi della casa inglese.Realizzando una pellicola che è il loro ultimo film e che ancora oggi divide gli appassionati.( lo stesso Wheatley rifiutò il film per i cambi apportati alla sua storia.)Ma procediamo con ordine.Lo scrittore John Verney ,specializzato in libri sull’esoterismo, riceve una richiesta d’aiuto da un uomo di nome Henry Beddows.Beddows vuole che Verney prelevi la figlia Catherine all’aeroporto e la tenga nascosta.La ragazza è affiliata come suora ai Figli del Signore un ordine religioso guidato dall’ambiguo Padre Michael.Ben presto Verney si rende conto che i Figli del Signore sono in realtà satanisti che necessitano di Catherine per realizzare un misterioso obiettivo in concomitanza dei suoi diciotto anni e che per riprendere Catherine Padre Michael non esiterà a ricorrere alla magia nera,mietendo vittime anche tra gli amici di Verney.Il regista Peter Sykes se la cava abbastanza bene nel creare un clima di sospetto e di paura man mano che Verney scopre le intenzioni di Padre Michael e affronta le insidie della magia nera.In parte si rifà alle atmosfere di film come Rosemary’s Baby e L’Esorcista,aggiungendo anche una piccola dose di violenza e sesso.Come nei rituali orgiastici dei satanisti o in una sequenza da incubo in cui Catherine (intepretata da una giovane Nastassja Kinsky) vede una sorta di feto sanguinolento arrampicarsi sul suo stomaco (fra l’altro la Kinsky all’epoca quindicenne compare anche in una scena di nudo che creò numerosi problemi con la censura).Personalmente ho molto apprezzato la gestione del soprannaturale credibile e ben calato in un contesto realistico.Ma prima accennavo ai cambiamenti che tanto irritarono Dennis Wheatley.Nel romanzo originale vi è una protagonista,una scrittrice di nome Molly Fountain e al posto di Padre Michael vi è invece un negromante Canon Copley-Syle(ispirato al vero reverendo Montague Summers).Questo cambio di personaggi e altre infideltà irritarono Wheatley al punto che rinnegò completamente l’intera opera.Dal canto mio invece posso affermare che si tratta di una pellicola abbastanza riuscita,con un Christopher Lee che pur ammicando al suo Dracula recita intensamente nel ruolo del sacerdote scomunicato (“It’s not heresy ….and i will not recant” Non è eresia…e non intendo abiurare recità all’inizio del film dopo la sua scomunica,).Gli si oppone nei panni di John Verney un Richard Widmark perfettamente credibile come paterno esperto di occultismo con il suo viso rugoso ma saggio e gentile.Se siete in cerca di un buon film horror d’atmosfera ve lo consiglio caldamente.
To the Devil a daughter (1976) Trailer

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Il Sangue del Vampiro (1958)

by morettafra on dic.12, 2011, under Horror, Recensioni Film


In seguito allo straordinario successo de La Maschera di Frankenstein molti paesi cercarono di imitare lo stile della Hammer.In America la Universal produsse alcune pellicole che cercavano di emulare i film della casa inglese.Il Sangue del Vampiro rientra in questa categoria e conta una sceneggiatura di Jimmy Sangsters lo sceneggiatore di fiducia della Hammer.Nonostante il titolo  non parla di vampiri ma di uno scienziato pazzo Callistratus che compie esperimenti di transfusione del sangue.Creduto un vampiro dai suoi compaesanei viene giustiziato.Riesce a salvarsi e diviene anni dopo direttore di un manicomio criminale dove continua i suoi esperimenti.Un giovane dottore di nome Pierre ingiustamente accusato di un crimine viene portato su suo ordine nel suo manicomio affinchè lo aiuti nelle sue ricerche.Ovviamente Pierre non intende passare il resto della sua vita ad aiutare il sinistro medico.Cercherà quindi di fuggire aiutato dalla donna che ama.Nonostante il film cerchi di rifarse alle pellicole della casa inglese è di fatto debitore dei classici della Universal dei quali inserisce fedelmente molti clichè.Come il servo deforme di Callistratus che finisce per innamorarsi della fidanzata di Pierre e per lei si ribella al suo padrone.(Il cui trucco è uno dei punti deboli del film)La violenza è più forte rispetto ai classici film Universal,con teste e interiora conservate in alambicchi,mutilazioni e ovviamente molto sangue.Tanto che all’epoca il film fù definito sadiano e censurato in alcuni paesi.Callistratus è intepretato ottimamente dall’attore teatrale Donal Wolfit che lo rende sinistro e anche un pò misogino.(A giudicare dalla gioia maligna con cui cerca di usare come cavia Barbara Shelley)Wolfit inoltre assomiglia molto al celebre Bela Lugosi,tanto per rinsaldare il legame con i vecchi titoli della Universal.Il regista Henry Cass sembra fosse specializzato in drammi strappa lacrime e Il Sangued el Vampiro rimane il suo risultato migliore.(Tanto che per alcuni il vero merito sarebbe di un regista-ombra Monty Berman)Personalmente mi sono divertito nel guardarlo e se non vi dispiacciono i vecchi film gotici ve lo consiglio.

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Stati di Allucinazione (1980)

by morettafra on dic.07, 2011, under Recensioni Film


Il ricercatore Eddie Jessup è ossessionato all’idea di scoprire il mistero dell’esistenza umana.A tale scopo si sottopone a esperimenti di deprivazione sensoriale e assume un potente fungo allucinogeno usato dagli sciamani nei loro riti.A lungo andare inizierà a sperimentare un incontrollabile regressione fisica…
Proseguendo il mio recupero dell’opera di Ken Russell non potevo non approcciarmi all’altro suo grande capolavoro dopo I Diavoli.Il tema trattato nel film è affascinante,la possibilità di accedere a quella memoria genetica insita in noi e poter cosi risolvere il grande enigma della vita e dell’esistenza umana.(Spunto che mi ha riportato alla mente un racconto di Derleth L’Antenato)Russel conduce la vicenda con il suo tocco visionario e la sua consueta abilità nel costruire immagini forti e disturbanti.L’ossessione di Jessup nasce in seguito alla morte per cancro del padre,avvenimento che distrusse molte delle sue certezze anche religiose.Ed è proprio il tentativo di scoprire un unica verità religiosa,filosofica ed esistenziale a spingerlo nei suoi esperimenti.Dapprima sottoponendosi in un apposita vasca alla deprivazione sensoriale e sperimentando numerose visioni a sfondo religioso alternate ai ricordi della morte del padre.Anche Russell è interessato fortemente alla religione e quindi crea alcune delle immagini più forti del suo cinema.Un Cristo crocifisso con la testa di capro in cielo,cieli rossi,crocifissioni,capri dai molti occhi sacrificati su libri rilegati in oro,scenari dell’Apocalisse.(Avvalendosi di colori dai toni accesi come in un trip)Gli esperimenti con la vasca però non bastano ad Eddie non gli consentono di abbattere il muro dietro cui si celano le risposte che desidera.Come a lunga andare anche la relazione/matrimonio con la bella antropologa Emily (una indimenticabile Blair Brown) inizia a sembrare ai suoi occhi un ostacolo alla sua ricerca.(Nonstante lui ami veramente Emily)Dopo aver partecipato in Messico ad una cerimonia che prevede l’assunzione di un fungo allucinogeno Eddie sembra finalmente aver ottenuto la chiave per completare i suoi esperimenti.L’allucinogeno insieme alla deprivazione sensoriale gli permetterà di accedere ai ricordi ancestrali della specie umana.Ecco cosi che Eddie riesce a visualizzare immagini del mondo primitivo,a vedere i primi antropoidi e a sperimentare lui stesso una regressione fisica.Che in una lunga sequenza lo porterà ad entrare in uno zoo e a divorare un cervo,proprio come un uomo primitivo.Nonostante le suppliche di Emily e dei colleghi Eddie decide di spingersi perfino più indietro all’origine dell’universo.Regredendo in forma di organismo monocellulare (in una sequenza di forte impatto visivo) solo per trovarsi di fronte al nulla.Un nulla che lo inghiotte e che lo porta a comprendere che non esiste un unica verità,che gli uomini ne hanno molte e che la sua era Emily.E sarà proprio lei a salvarlo,spingendolo in sequenza realizzata dal mago del make up Dick Smith (e copiata dagli A-Ah nel video di Take on Me) a invertire il processo,riconsegnandolo alla vita.Una pellicola interessante forse un pò allungata nel finale (per creare quella spettacolare sequenza di trasformazione) ma indubbiamente da vedere.
Ken Russell\’s Altered States-Jefferson Airplane

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I Diavoli (1971)

by morettafra on dic.01, 2011, under Recensioni Film


Come potrei cominciare?Diciamo fin da subito che I Diavoli è una pellicola intensa,dolorosa per certi aspetti.Raramente al cinema abbiamo visto la sofferenza umana nella sua vera forma e l’opera prima di Ken Russell rientra in questa categoria.Il film si ispira al romanzo di Aldous Huxley I Diavoli di Loudun e ai veri fatti capitati in Francia nel 1632.Un convento di suore orsoline fu vittima di una presunta possessione demoniaca di massa e l’episodio fu usato per eliminare un personaggio scomodo Urbain Grandier sacerdote e guida della città di Loudun,che dopo torture e una presunta confessione venne bruciato sul rogo.Più probabilmente la possessione delle suore fu solo un fenomeno isterico usato dalle autorità per un gioco di potere politico.Russell rimane molto fedele alla natura storica dei fatti senza censurare anzi caricando gli aspetti più violenti ed erotici sfoderando la sua abilità visiva.Eccoci quindi a Loudun dove vive Grandier interpretato da un intenso e straordinario Oliver Reed.Il Grandier di russell è per certi aspetti una rock star:attraente e sicuro,oggetto del desiderio delle suore del locale convento.Tra le quali la madre superiora Jeanne interpretata da un impressionante (per bravura) Vanessa Redgrave.Jeanne è deforme e divorata da un incontrollabile desiderio sessuale per Grandier che la portà ad avere fantasie in cui le appare come Cristo crocifisso.Grandier stesso d’altronde non è immune al fascino femminile,ma tale carattere non è in discordo con il suo ruolo in quanto Grandier si rifà ad un interpretazione pura dei testi sacri senza il dogma della castità.Loudun è per certi aspetti un isola tranquilla dove a differenza del resto della Francia protestanti e cattolici coesistono.Fino a quando il cardinale Richelieu non decide di distruggere le comunità fortificate come Loudun per impedire un eventuale rivolta ugonotta.Solo che a Loudun è stata promessa dal re in persona la facolta di autogovernarsi.Come fare quindi a raggirare l’ostacolo?Sarà il Barone di Laubardemont a trovare una soluzione.Con la complicità di alcuni potenti di Loudun mossi da astio verso Grandier e usando come base l’isteria di Jeanne e delle suore l’emissario del cardinale muoverà contro Grandier un accusa di stregoniera.Accusa che trova un altro elemento di appoggio nel matrimonio tra Grandier e Madeleine una giovane da lui scelta come compagna di vita e di cammino spirituale.Coadiuvato da un folle cacciatore di streghe Barre il Barone di Laubardemont scatenera un autentico inferno tra le mura di Loudun.E Grandier verrà sottoposto a una vera ordalia.Calunniato,torturato,spogliato di ricchezze e dignità nonchè della donna che ama e messo di fronte alla corruzione della città che aveva cercato di proteggere.In un finale non-catartico,folle e visionario.Grandier che nelle fantasie malate di Jeanne era simile a Cristo diventa realmente un martire,che si rifiutà di ammettere colpe che non ha commesso.L’approccio visivo di Ken Russell è imponente,costruisce immagini visionarie.Come la strada lastricata da ruote a cui sono appesi i cadaveri degli eretici.O come la crudele caccia del re ai protestanti che fatti camuffare da corvi vengono crudelmente impallinati per il suo divertimento.Le mura immense e bianche di Loudun costruite da Derek Jarman ricordano parecchio in maestosità la Metropolis di Fritz Lang.Gli abiti sono fedeli al periodo storico oppure rivisitazioni come il vestito del cacciatore di streghe.(quasi anche lui un divo da palcoscenico)Un film cosi violento (su più livelli) non ebbe vita facile venendo perseguitato e sforbiciato.(in particolare la famosa sequenza in cui alcune suore facevano a pezzi un Cristo in legno)Eppure Russell si è sempre difeso ricordando che le parti più spiacevoli del film erano basate su ricostruzioni storiche.Un film da olimpo del cinema,un capolavoro immancabile nella collezione di qualsiasi cinefilo degno di questo nome.

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Gothic (1986)

by morettafra on nov.30, 2011, under Horror, Recensioni Film


1816 Ginevra. A Villa Diodati spinti dalla noia e dalla lettura di alcune storie di fantasmi i poeti Percy Bysshe Shelley e Lord Byron,le loro amanti Mary e Claire e il medico di Byron John Polidori decidono di effettuare una seduta spiritica usando un teschio dissoterrato dai domestici.Finiranno con il materializzare una creatura summa delle paure e pazzie che li perseguiterà per un intera notte…
Ken Russell è un regista di cui in passato ho visto poco o niente.Colpevolmente ho sempre trascurato o rimandato pigramente la visione dei suoi film fino a questa settimana.Russell è morto e questa è stata la sveglia che mi ha spinto a iniziare a recuperare i suoi film. Ma come approcciarmi ad un regista per me nuovo,da quale iniziare?La scelta cadde su Gothic film in cui Russell racconta a modo suo la famosa notte a Villa Diodati in cui presero forma due capolavori letterari Il Vampiro e Frankenstein.Partire da questo film (in barba a cronologie o percorsi) mi sembrò un modo ideale vista la mia passione per il gotico. E in effetti Russell gioca con molte immagini e topoi della letteratura gotica come fantasmi,poeti dannati e decadenti,segrete,apparizioni e teschi. Oltre a questo arsenale macabro Russell riesce a creare una serie di immagini allegoriche e disturbanti che compaiono in modo caotico per tutta la durata del film. Come quando Polidori si materializza in cima alle scale accompagnato da una capra o quando inquadra squarci della villa in cui si muovono i più svariati animali:pesci,serpenti e babbuini. Oppure quando cita in una sequenza (la più famosa del film) L’Incubo di Fuselì.Ma si era parlato di immagini disturbanti ed ecco quindi che una posseduta Claire sfoggia dei seni occhiuti e Shelley spara ad un proprio doppelganger dal viso d’argilla.L’intera pellicola è permeata da un continuo gioco di rimandi in cui le fantasie dei poeti si mischiano con la realtà,divenendo spesso indistinguibili. In una scena durante un temporale i nostri vedono materializzarsi un apparizione che risulta essere l’ombra di un albero incenerito da un tuono. Shelley (che è descritto come ossessionato dalla forza delle folgori) proclama che la potenza del tuono lo ha quindi reso vivo,ma Byron lo corregge dicendo che il tuono lo ha solo animato è stata la loro fantasia a dargli vita. A generare una creatura. E saranno loro stessi con la loro seduta spiritica a generare qualcosa in un supremo atto immaginativo che avrà enormi conseguenze.Shelley inizierà a vagare per la villa terrorizzato all’idea di addormentarsi. Polidori vittima di una sorta di repressione (e forse di un infatuazione omosessuale per Byron) prima si ferirà volontariamente per bere il proprio sangue e poi verrà aggredito e morso sul collo da una creatura. Byron invece cerca di manipolare il resto del gruppo cercando di sedurre prima Shelley e poi Mary e di negare le apparizioni.Claire invece appare letteralmente posseduta arrivando a ridursi in uno stato animalesco. Mary invece si confronta con il suo tormento personale,la morte della bambina avuta da Shelley e nata prematura.(e non è un caso che il racconto da lei letto in serata parli di una madre che vede una visione spettrale ghermire il proprio bambino).La creatura generata dalla loro fantasia per lei coincide con la sua creatura a cui invece non è stata in grado di dare la vita. E che si materializzerà chiamandola. L’intera folle notte rimarrà impresa nella mente della giovane portandola alla creazione del suo capolavoro. La visione dell’intera pellicola è caotica e folle,quasi a sottolineare la pazzia in cui cadono i protagonisti una volte scatenate le loro più intime paure.
Il cast azzeccato come non mai, Gabriel Byrne sembra essere nato (come Julian Sands) per interpretare il poeta maledetto regalandogli anche una patina di malinconia. Myriam Cyr è una Claire folle già all’inizio,mentre Timothy Spall interpreta un Polidori ambiguo. Natasha Richardson è convincente nel ruolo di Mary e nella sua lotta contro il proprio senso di colpa.
Una visione decisamente consigliata.
Ken Russell\’s Gothic Trailer

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La Notte dei Diavoli (1972)

by morettafra on nov.25, 2011, under Horror, Recensioni Film, Vampiri


1972.Nicola un commerciante di legname rimane a piedi a causa di un incidente d’auto mentre attraversa la Jugoslavia.In cerca d’aiuto viene ospitato da una famiglia di contadini che però nascondono qualcosa…
Il racconto di Aleksei Tolstoj I Wurdalak era già stato adattato per il cinema da Mario Bava nel suo I tre Volti della Paura come episodio centrale.Giorgio Ferroni veterano del nostro cinema (suo è una perla del gotico italiano Il Mulino delle donne di pietra) ne riprende la trama alllargandola e ambientadola in epoca contemporanea.A differenza del racconto originale a portare con se il contagio vampiresco è una strega,amante del fratello del capofamiglia Gorka.Dopo l’eliminazione del sua amato la strega continua ogni a notte a perseguitare la famiglia,spingendo Gorka ad affrontarla.Pur trionfando sulla strega Gorka viene infettato portando il contagio tra le pereti della sua casa.In mezzo a questa situazione troviamo Nicola un uomo moderno che pur percependo qualcosa di angoscioso non riesce a credere a quelle che per lui sono solo superstizioni.Salvo ricredersi quando ormai troppo tardi per tutto.Perfino per riuscire a salvare la giovane Sdenka di cui è innamorato.Nonostante l’ambientazione moderna la storia è quasi come se si svolgesse in un altro mondo,arretrato e carico di superstizione.Merito dell’ambientazione,un bosco descritto in modo minaccioso e delle condizioni di vita dei contadini,arretrate,completamente isolate da un qualsiasi segno di modernità.Una testa scarnificata di bovino,una sepoltura misteriosa immagini che contribuiscono a rendere il clima opprimente che incombe su questa famiglia e Nicola.Difficile dimentire la sequenza in cui la strega scava a mani nude nella tomba del suo amante…
I vampiri di questo film sono i Wurdalak del folclore russo ben lontani quindi da certo immaginario cinematografico.Per certi aspetti sono simili ai morti viventi de La Notte dei Morti Viventi,lividi ma minacciosi.E anche il finale ha in se qualcosa della beffardia del finale de La Notte dei Morti Viventi.Completa il tutto la colonna sonora di Giorgio Gaslini.

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Pun mesec nad Beogradom (1993)

by morettafra on nov.21, 2011, under Horror, Recensioni Film, Vampiri


Primi anni novanta.La Serbia come altri paesi dell’Est Europeo è dilaniata dalla guerra.Come spesso capita registi e scrittori cercano di rielaborare quello che sta succedendo con la lente del fantastico.E in questo tentativo si inserisce questa anomala pellicola,il cui titolo tradotto liberamente significa Luna Piena sopra Belgrado.Seguiamo cosi le peripezie di Aleksa un giovane giornalista per un magazine sull’occulto.Al fine di sfuggire alla leva obbligatoria Aleksa lavora di notte passando le giornate nascosto in casa dei genitori.Fino a quando il suo migliore amico Djordje scompare (probabilmente prelevato di forza e spedito sul fronte).Ritrovatosi presto inseguito dall’esercito e privo di un rifugio Aleksa accetta l’offerta di lavoro di una vecchia e strana donna Mrs. Kosara che in cambio della catalogazione dei volumi della sua biblioteca potrebbe offrirgli ospitalità e quindi il tanto agognato rifugio.Troppo bello per essere vero.E infatti presto Aleksa inizia a fare strani sogni in cui Djordje lo avverte di diffidare da Mrs. Kosara e dal di lei marito,che non sono quello che sembrano.Inutile dire che purtroppo Aleksa scoprira sulla sua pelle la vera natura dei due anziani coniugi…
Come dicevo all’inizio il film nasce dal tentativo di rielaborare la guerra che i Serbi vivevano sulla loro pelle in quel periodo tramite l’uso di figure fantastiche legate al folklore della zona ovvero vampiri e ritornanti.Vampiri che sfrutterebbero il conflitto per procacciarsi prede tra i giovani inviati al fronte.Di fronte alla sua scoperta Aleksa si trova solo,non può contare sulle autorità perchè ricercato dai militari nè sui pochi conoscenti rimasti (come la sua ex-fidanzata) perchè nessuno crede al suo racconto.Cerca anche di ottenere con scarsi risultati l’aiuto di alcuni preti.(unico momento con venature comiche del film)I suoi incubi sono surreali feste dei morti,piene di invitati dal volto pallido in cui Djordie e un altro suo amico morto sul fronte gli parlano esibendo le ferite riportate in guerra e i morsi dei vampiri.Venendo ai vampiri il regista gli raffigurà più simili alla versione folkloristica,due vecchi che nel loro naturale aspetto esibiscono pallore e labbra nere.Piuttosto laidi e sgradevoli con l’abitudine di accumulare antichità nella loro casa.
L’idea poi di collegare i vampiri alla guerra non era stata particolarmente usata all’epoca e risulta congeniale al film. Il vero vampiro in fin dei conti è la patria stessa che pur di continuare a esistere non esita a inviare al sacrificio i propri giovani sembra dire il finale,beffardo e non positivo.
In definitiva un buon film,non perfetto ma interessante e destinato a poca fortuna.Per i suoi contenuti dichiaratamente anti-bellici venne poco distribuito.Recentemente in patria è stato riedito in Dvd,mentre per chi fosse intenzionato a vederlo è presente diviso in spezzoni su You Tube in lingua originale.

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