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Recensioni Fumetti

Nosferatu:Plague of Terror

by morettafra on gen.09, 2012, under Horror, Recensioni Fumetti, Vampiri


Primi anni 90.In netta contrapposizione con la moda imperante che vuole i vampiri come creature affascinanti e complesse (ma non veramente cattive) su modello dei bestsellers della Rice una piccola casa editrice la Millennium pubblica una miniserie dedicata al vampiro più mostruoso di tutti i tempi:Graf Orlok.Creato da Murnau per il film del 1919 Nosferatu Orlok sarebbe in realtà Dracula a cui Murnau cambiò nome e aspetto per non incorrere in problemi legali (poichè non aveva ottenuto i diritti di trasporre il romanzo di Stoker).I testi erano di Mark Ellis e la storia prendeva inizio in una moderna metropoli.In un palazzo vengono ritrovati dei cadaveri che presentano segni di peste bubbonica ed un libro,un diario scritto a mano che racconta la storia di Sir William Longsword.Di ritorno dale crociate con il proprio scudiero il cavaliere decide di fermarsi in un castello per cercare una cavalcatura per quest’ultimo.Il castello un tempo appartenente al Barone Graf Orlok è ora un monastero retto da un particolare gruppo di suore l’Ordine del Sepolcro.All’interno del castello Sir William troverà quasi tutte le suore morte a causa della peste e mentre ascolterà dall’unica ancora in vità uno strano avvertimento,il suo scudiero in cerca di tesori libererà qualcosa che era sigillato.                                                                                                                                                                             Un male antico che porta il nome di Graf Orlok e a cui Longsword cerca di opporsi ottenendo solo di essere morso e trasformato in un morto vivente.Condannato ad un immortalità che non desiderava Longsword inizierà a dare la caccia al vampiro seguendone la scia di follia e pestilenza in epoche e nazioni diverse.Come in India dove Orlok è divenuto sacerdote presso i Thugs,in Vietnam dove il non-morto haveva radunato un esercito per finire nei sobborghi delle moderne metropoli dove Orlok trova seguaci tra i diseredati della moderna società.E dove in una vecchia abbazia Longsword cercherà di mettere fine alle nefaste imprese del vampiro prima che quest’ultimo ceda il suo ruolo ad un innocente.Ellis tratteggia Orlok rifacendosi al folklore e rispolverando l’idea del vampiro come portatore di peste.Peste che è tratteggiata come una oscura divinità della quale Orlok è infine solo un servo.Un male al quale ci si deve opporre con nobiltà ma anche fermezza come Longsword ha imparato nei secoli temprato dalla crudeltà del non-morto.Ma forse  anche quando viene annientato il male è destinato a ripresentarsi sotto nuove sembianze. 

 

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Flesh and Blood vol.1

by morettafra on dic.22, 2011, under Horror, Recensioni Fumetti, Vampiri


Era da un annetto almeno che circolava la notizia che Robert Tinnel e Neil D.Vokes stessero lavorando insieme ad un omaggio ai mitici film della Hammer che tanto adoro.D’Altronde i due avevano fatto qualcosa di simile con i film dell’espressionismo e della Universal in The Black Forest e miscelato western e gotico in The Wicked West.Se poi aggiungiamo che adoro l’horror classico,i disegni di Vokes e i film della Hammer per me l’hype per questa serie era alle stelle.La scorsa settimana il volume (primo di una quadrilogia) è finalmente entrato nelle mie mani e posso tranquillamente affermare che è stata una delle migliori letture del 2011.La storia prende avviò dalla distruzione della vampira Carmilla e dalla decisione del Generale Spielsdorf di eliminare l’intera stirpe vampirica dalla faccia della terra per vendicare la morte della figlia.Decide quindi di far evadere dal manicomio in cui è imprigionato il Barone Frankenstein affinchè riesca con il suo ingegno a creare una piaga che uccida tutti i vampiri.Queste ricerche attireranno l’attenzione di Dracula e dei suoi seguaci dando inizio ad una vera e propria guerra.L’intera narrazione è disseminata di citazioni e omaggi ai film della Hammer:un nobile di nome Ward Baker come il regista Roy Ward Baker,un cacciatore di mostri che ricorda molto  Capitan Kronos e che infatti si chiama Horst Janson come l’attore che lo intepretava.Viene citato l’unico momento umoristico di Horror of Dracula e vediamo comparire il Dr.Van Helsing in un ruolo che di sicuro non vi aspettereste.Ma questi e altri non sono semplici omaggi vuoti e sterili come spesso capita e come spesso ci hanno abituato molti autori moderni.In questo caso sono invece elementi che contribuiscono a creare una narrazione epica e gotica in cui si respira la grandezza dei migliori film della Hammer.La caratterizzazione dei personaggi è fedele ai film ed ai testi restituendoli così alla loro dimensione originaria.Carmilla è una creatura che vive più per l’amore delle sue vittime che per il loro sangue e questo ne causera la morte.Il Barone Frankenstein è acuto,brillante e mosso da quell’interesse scientifico proprio come Cushing lo interpretava sullo schermo,mentre Dracula è il carismatico signore dei non-morti astuto e crudele.Non mancano ovviamente altre figure note come ad esempio un lupo mannaro e una Contessa di nome Erzbeth…
Il tratto di Vokes è eccellente ed adatto alla storia passando da toni diversi,da scene anche cruente di decapitazione alle raffinate seduzioni di alcune sensuali vampire.Il volume è introdotto da una prefazione di Tim Lucas (autore del migliore saggio mai scritto sul cinema di Mario Bava All the Colors of the Dark) e contiene anche un articolo di Bruce G. Hallenbeck (noto esperto di cinema ed in particolare dei film Hammer) su Frankenstein,Carmilla e Dracula,gli sketch dei personaggi e alcuni disegni realizzati per l’occasione da vari artisti.Più la prima parte di Operation Satan un omaggio ai film di Quatermass.

Flesh and Blood Book Trailer

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Il Vampiro che ride (2000)

by morettafra on nov.01, 2011, under La Biblioteca del Vampirologo, Recensioni Fumetti, Vampiri


Manga.Fumetti malscritti,infantili e con anatomie del tutto inventate.Spesso è questo quello che pensano superficialmente molte persone.(Che in quanto a conoscenza del medium non vanno oltre i fumetti per ragazzini)
Ma come l’appassionato ben sa in realtà esiste un intero universo di storie e autori poco conosciuti e pubblicati nel nostro paese.Pensando all’horror mi vengono in mente ad esempio Kei Kusunoke,autrice di quel Onikirimaru che è uno dei migliori titoli horror nipponici oppure a Junji Ito creatore di figure mostruose e racconti realmente disturbanti.E poi c’è Suehiro Maruo.Classe 1956 nato a Nagasaki,Maruo non è un autore facilmente inquadrabile in un genere o in un qualche classificazione.Alcuni vi diranno che i suoi racconti sono Horror,per altri è un esponente dell’ero-guro (genere che mischia erotismo malsano e violenza estrema.Infine per certe persone i suoi lavori sono spazzatura morbosa.All’inizio della sua carriera Maruo cerco di pubblicare i suoi primi lavori sulla famosa Weekly Shonen Jump,ma gli editor li rifiutarono perchè troppo particolari.Maruo fini così a lavorare negli ambienti underground collaborando con la rivista Garo,divenendone un autore fisso insieme ad altri maestri del fumetto nipponico come Shigeru Mizuki e Sanpei Shirato.(creatori rispettivamente di Ge-Ge-Ge-no Kitaro e Kamui)Malconsiderato come autore dalla critica giapponese per la crudezza dei suoi lavori Maruo è stato rivalutato solo recentemente.
Ma veniamo a Il Vampiro che Ride o Warau Kyūketsuki.Si tratta di un lavoro recente dell’autore rispetto ad altri suoi racconti,ma come molti altri ha per protagonisti dei ragazzi,dei giovani.(Caratteristica ricorrente in altre sue opere poichè come dichiarato dallo stesso Maruo,non trova interessante scrivere del mondo adulto)Ma a differenza della rappresentazione spesso stereotipata e politicamente corretta che in Occidente hanno i media della gioventù Maruo preferisce invece raffigurare i suoi ragazzi adolescenti con un crudo realismo.ragazzi smaliziati che si drogano e bullizzano spietatamente i più deboli o che si prostituiscono per comprare abiti firmati.Il tutto senza sproloquiare in giudizi morali o sermoni.Qui in questo ambiento seguiamo le peripezie di tre adolescenti i cui destini si intreccieranno:Konosuke Mori iniziato al vampirismo da Rakuda una vecchia strega-vampiro di 130 anni,Luna Miyawaki una giovane che porta su di se i segni di un trauma infantile e infine Sotoo Henmi praticamente un giovane serial killer in erba.
La descrizione del vampirismo da parte di Maruo è particolare,scordatevi zanne o bare il suo vampirismo è un male oscuro,la terra che rifiuta i deceduti di morte violenta condannandoli così ad una vita di oscurità.Come scoprirà Konosuke quando nei primi tempi cercherà di mantenere una facciata di normalità trovandosi costretto ad indossare una bardatura alla Elephant Man per non essere ustionato dal sole.E suscitando cosi pettegolezzi e fantasie morbose.D’altro canto i ritrovamenti delle sue vittime finiscono con l’influenzare negativamente Sotoo che già avviato alla vita da serial killer e colpevole di incendio doloso finirà con il sprofondare in una serie di allucinate fantasie necrofile.E finira anche per attirare a sè Luna che a causa del suo trauma vede la sessualità come una forma di vampirismo.La vicenda poi prosegue con un secondo capitolo più action in cui entra in scena un secondo gruppo di vampiri.
Lo stile di Maruo si rifà alle figure del teatro e della pittura classica giapponese con contaminazioni dall’espressionismo e dai film in bianco e nero.Maruo spesso cità i classici come all’inizio del secondo volume dove l’entrata in scena di Luna e Konosuke ad un ballo in maschera richiama l’entrata in scena di Erik ne Il Fantasma dell’Opera del 1925.Se siete in cerca di una lettura particolare e interessante questo volume fà decisamente per voi.
NOTA.Pubblicato anni fa dalla Coconino Press Il Vampiro che Ride è ormai introvabile,ma fortunatamente si trova facilmente in rete in lingua inglese.

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Lo stupefacente Testa a Vite e altri bizzarri oggetti

by morettafra on set.19, 2011, under Recensioni Fumetti


Esiste un solo uomo capace di mischiare pulp,weird e riferimenti all’eta Vittoriana con squisita naturalezza.E quell’uomo si chiama Mike Mignola.Oltre a deliziarci con le avventure del suo ragazzone infernale e del B.P.R.D. Mignola scrive anche raccontini brevi dai toni fiabeschi che sono stati raccolti in questo volume.5 deliziosi raccontini a metà tra fiaba e pulp vittoriano uniti da sottili richiami.(e una certa dose di humour).Nel primo facciamo la conoscenza con il bizzaro Testa a Vite agente del presidente Lincoln contro minacce paranormali e il suo nemico l’Imperatore Zombie un mad doctor non-morto.Testa a Vite dal canto suo è una testa robotica che può agganciarsi e svitarsi a diversi corpi meccanici.(l’idea venne a Mignola pensando ad un giocattolo)Pur trattandosi di racconti brevi mignola sfodera la sua consueta bravura presentadoci architetture gotico-Vittoriane,maghi e serpenti che stringono amiciza,Marziani,fantasmi,streghe,diavoli di diverse foggie,marionette viventi e altre diavolerie.(con riferimenti a classici della letteratura fantastica)Quello che stupisce in questi racconti e che sembrano realmente storie ottocentesche,a dimostrare la bravura come autore di Mignola.Basta guardare a “Il prigioniero di Marte” che miscela idee alla Wells con una certa bizzaria alla Meyrink o “L’anima di una strega” che mi ha ricordato certe ironiche fiabe di Andersen.Ovviamente si riconferma anche il talento di Mignola come disegnatore.
Piccola nota:Da Testa a Vite fu tratto anche un breve cartone animato,come pilota per una serie mai completata.(e visionabile qui.)

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Rotten Vol.1

by morettafra on set.07, 2011, under Horror, Recensioni Fumetti, Western, Zombi


SINOSSI
1877.Stati Uniti.Una misteriosa epidemia riporta in vita i morti rendendoli aggressivi e antropofagi.Due agenti governativi William Wade e J.J. Flynn vengono incaricati di investigare sulla faccenda.
COMMENTO
A dispetto di quello che si potrebbe credere l’idea di piazzare un epidemia zombesca non è nuova,in passato se n’erano già occupati scrittori come Lansdale e Recchioni.Quello che distingue però “Rotten” dai suoi predecessori e l’assenza di toni pulp per sposare invece in pieno le tematiche del Romero della trilogia classica.Iniziamo con l’inquadrare per prima l’epoca.Siamo nell’America del 1877 reduci dalle elezioni che hanno visto vincere Rutherford B. Hayes da molti accusato di aver vinto tramite dei brogli elettorali,un presidente quindi non molto amata anzi sentito come imposto.Un periodo di tumulti in cui si va a inserire la classica epidemia zombesca come George Romero ci ha narrato.E in effetti si torna alle atmosfere de “La Notte dei Morti Viventi”.gli zombi sono lenti ma inarrestabili e le persone non sanno nulla di loro,nè da dove vengono nè come ucciderli.(Cosa che verrà appresa con l’esperienza)Nel tentativo di comprendere e risolvere il problema la Casa Bianca invierà a far luce due agenti tra loro diversi per carattere:Wade cinico e forzatamente richiamato in servizio e Flynn,medico e curioso di analizzare gli zombi per comprenderne l’origine.Nel primo volume si occuperanno di due casi:nel primo una cittadina mineraria colpita dal contagio,dove alla minaccia zombesca si mischiano le lotte tra i minatori (sfruttati e malpagati) e il ricco Blankenship padrone della miniera.Nel secondo invece una ragazza risorta come zombi viene invece creduta dalla famiglia e dai compaesanei (entrambi bigotti e troppo religiosi) una miracolata da Dio.(scatenando cosi una serie di polemiche che ricordano molto quelle suscitate dai moderni casi di eutanasia)La morale Romeriana emerge felicemente per tutto il volume in particolare nel primo episodio,in cui contro una comune minaccia due diverse fazioni di uomini non solo non riescono a far fronte comune ma proseguono nel combattersi esponendosi cosi sempre di più ad enormi rischi.(che prevedibilmente termineranno con un banchetto zombesco)”Rotten” è anche un solido fumetto western che rappresenta in modo realistico e crudo la vita nella frontiera americana.Per quel mi riguarda la lettura del primo volume è stata positiva al punto che posso affermare di trovarmi di fronte ad un fumetto finalmente in grado di tenere testa al “The Walking Dead” di Kirkman.

Rotten Booktrailer

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Thor:Le fatiche di Loki

by morettafra on lug.22, 2011, under Recensioni Fumetti


SINOSSI
Dopo essere stato bandito da Asgard per aver causato la morte del fratello Balder Loki si è rifugiato in una grotta.Qui viene raggiunto da Thor e fra i due ha inizio una lunga chiacchierata…
COMMENTO
Uno dei grossi problemi del Thor marveliano è spesso l’incapacità di conciliare la mitologia d’origine con una dimensione fumettistica.In mano a scrittori mediocri Thor sembra più un Superman vestito da vichingo che non il dio delle leggende nordiche.Ma vi sono stati anche autori che invece hanno restituito al Tonante e al suo mondo una dimensione mitica:Kirby,Simonson,Ellis e ora anche il bravo Roberto Aguirre-Sacasa (coadiuvato ai disegni da un Sebastiàn Fiumara in ottima forma).Sacasa ci narra di Loki l’ingannatore,il mutaforma,il trickster che più volte con i suoi inganni ha tramato la caduta di Asgard.Ma forse invece è Loki il geloso,Loki il tormentato figlio adottivo di Odino e fratellastro di Thor e Balder.Loki è quindi una vittima,un deriso da una famiglia che non lo ha mai accettato oppure solo un individuo divorato dall’invidia per i fratelli?Sacasa rimane ambiguo (come si confa alla natura di Loki) riprende fedelmente i miti sull’ingannatore citando episodi della mitologia come quando Loki scommise la sua testa con dei nani o come quando taglio la chioma dorata di Sif e per punizione dovette fabbricarne una nuova.Sacasa addirittura gioca con il fatto che alcuni miti spesso si contraddicono,in una scena in cui Loki rammenta come per punizione la sua bocca fù cucita per impedirgli di proferir menzogna (davanti allo scherno di tutti) mentre Thor nega che tali fatti siano accaduti sostenendo che mai avrebbe permesso una simile umiliazione al fratello.Ambiguità,menzogna.Ma è Loki a mentire oppure Thor che così censura episodi poco nobili della sua gioventù?Si arriva poi alle trame ordite da Loki per far morire Balder (e anche qui Sacasa è fedele al mito originario) e ad una magnifica scena in cui durante un banchetto dopo che Loki si era rifiutato di piangere per Balder (vanificandone così la resurrezzione che sarebbe avvenuta solo se ogni essere del creato lo avesse pianto) proferisce offese conto tutti gli Asi.Offese o amare colpe reali degli dei?Non sarà data risposta.Ma in fin dei conti Loki è l’ingannatore,il bugiardo è questo non può che essere il suo destino.

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Wolverine Weapon X

by morettafra on lug.01, 2011, under Recensioni Fumetti


SINOSSI
Una multinazionale corrotta la Roxxon riesce a impadronirsi dei file del progetto Arma X su come fondere l’adamantio (un metallo indistruttibile) con lo scheletro umano e crea un intera squadra di assassini.Ovviamente Wolverine non rimarra a guardare.
COMMENTO
Uscito per la collana da edicola “Supereroi le leggende” questo volume presenta i primi due archi narrativi scritti da Jason Aron per la collana “Wolverine Weapon X” ovvero “Uomini di adamantio” e “Cervello fuso”.La prima storia parte da una premessa semplice:cosa accadrebbe se qualcuno creasse una squadra di killer con gli stessi poteri di Wolverine,facoltà rigeneratrici,ossa indistruttibili,artigli e sensi ipersviluppati.Di fronte a un simile gesto il nostro mutante artigliato decide di scendere in campo e occuparsi della faccenda.(in modo anche da scoraggiare ulteriori operazioni del genere)Non sarà un impresa facile e per sconfiggere il suo nemico Wolverine dovrà usare anche l’astuzia. In “Cervello fuso” invece Wolverine si trova imprigionato in uno strano manicomio senza memoria.L’uomo che lo gestisce è un pazzo e un sadico di nome Rottwell che ha progetti particolari per il berseker mutante.La prima storia del volume s’incentra più sull’azione e le tematiche spionistiche.Contro un manipolo di soldati con i suoi poteri Logan deve giocarsi il tutto per tutto regalandoci delle magnifiche scene d’azione e un pò di sana ultra violenza.La seconda invece pur non mancando di scene forti si concentra sull’atmosfera,come Wolverine è finito in manicomio?Perchè non ricorda nulla e che progetti ha per lui il folle Dr. Rottwell?Rispetto alla prima storia la seconda è meno perfetta,con qualche scivolone nella parte finale,ma rimane comunque godibile.I disegni sono affidati a Ron Garney per “Uomini di adamantio” e per “Cervello fuso” a Yanick Paquette ed entrambi fanno un buono lavoro.(soprattutto Garney con delle sequenze di combattimento ottime).Consigliato se siete degli appassionati di Wolverine o se cercate un buon fumetto da leggere.

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The Curse of Dracula

by morettafra on giu.29, 2011, under Horror, Recensioni Fumetti, Vampiri


SINOSSI
Un gruppo di cacciatori di vampiri guidato dal nipote di Van Helsimg scopre che Dracula si trova a San Francisco,intento ad allearsi con un senatore candidato alla Casa Bianca.
COMMENTO
Marv Wolfman e Gene Colan hanno già lavorato su Dracula in passato realizzando per la Marvel comics quel gioiellino che è “La Tomba di Dracula”.Questa miniserie del 1998 costituisce quindi un ritorno dei due,venti anni dopo il loro capolavoro.Essendo un fumetto targato Dark Horse non presenta collegamenti con il  precedente titolo.In questa nuova storia Dracula manipola un candidato alla Casa Bianca che ha stretto un patto con lui.Non ci troviamo quindo in una cornice gotica ma nella realtà che ben conosciamo,con un Dracula perfettamente a suo agio negli ambienti del potere.Scordatevi le interpretazioni romantiche degli ultimi anni,qui Dracula è puro male.Un semidio del male astuto e manipolatore,perfettamente in grado di gabbare i propri avversari e ottenere ciò che vuole:il potere.E quale modo migliore di ottenerlo se non piazzando una propria pedina alla presidenza di una delle più potenti nazioni del mondo.Le matite di Colan ci descrivono un Dracula autentico signore della notte,venerato come un Dio dagli altri vampiri e temuto come un Dio dai suoi servi umani.Ma se la caratterizzazione del Conte è ottima,scarseggia quella dei suoi opponenti umani,un eterogeneo e multirazziale gruppo di vampire hunters.Che paragonati a Dracula appaiono goffi,inadeguati.Essendo Wolfman un autore della vecchia guardia bravo a caratterizzare i suoi personaggi albo dopo albo,un numero maggiore di pagine avrebbe probabilmente giovato.Un albo quindi imperfetto (anche se solo i disegni del grande e defunto Colan varrebbero il prezzo),ma che rimane superiore a molto ciarpame emo di cui abbondano le librerie e che riesce anche a rinunciare ad un lieto fineIn merito alla reperibilità di questo fumetto l’edizione italiana  venne pubblicata molti anni fa dalla Phoenix di Brolli ed difficile da trovare.Meglio acquistare il Tradepaperback della Dark Horse e leggerselo in lingua originale.

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Batman:Terrore Sacro

by morettafra on giu.13, 2011, under Recensioni Fumetti


SINOSSI
In una realtà parallela in cui il Commonwealth di Olivier Cromwell è ancora vigente e l’America
si trova sotto il tallone di una dittatura religiosa il novizio Bruce Wayne ispirandosi all’immagine di un demone decide di scoprire chi tra le alte sfere ha ucciso i suoi genitori.
COMMENTO
“Terrore Sacro” è un albo facente parte della collana “Elsewords” della Dc Comics.Le storie di questa collana sono dei “What if…” delle vicende immaginarie che spostano in altre epoche o mondi noti personaggi come Batman e Superman.Può cosi accadere che Superman venga cresciuto nella Russia di Stalin e divenga l’eroe del comunismo,che Batman incontri Dracula o sia un cavaliere al tempo delle crociate.Storie che spaziano dai generi più diversi con spesso ottimi risultati.In questa storia l’America è ancora sotto il giogo di un Inghilterra in cui vige ancora il Commonwealth di Cromwell.Qui Bruce Wayne è un giovane prete i cui genitori sono stati uccisi per aver cercato di opporsi al regime fornendo aiuti e cure mediche ai ribelli.E per questo sono stati giustiziati mascherando il tutto con un tentativo di rapina.Tormentato Bruce si crea un identita mascherata basata su un vecchio costume da Mefistotele indossato dal padre durante una rappresentazione di Faust.La storia prosegue narrandoci la ricerca della verità e con una serie di cameo e citazioni ad altri personaggi Dc:Oliver Queen/Freccia Verde,Flash,Aquaman,Zatanna e Superman.(Molti dei quali non hanno fatto una bella fine)Il regime totalitario a cui Batman si oppone pratica crudeli esperimenti genetici e psicologici volti a capire come donare poteri agli uomini e come controllare dei simili soggetti,con una spietatezza degna di un medico Nazista.E a loro Batman dovra opporsi dimostrando che a volte non è necessario avere dei poteri per opporsi al male,a volte serve una volontà d’acciaio.I testi sono scritti da Alan Brennert (sceneggiatore delle serie moderne di “Outer Limits” e “The Twilight zone”) mentre i disegni appartengono a Norm Breyfogle che all’epoca nel 1991 era uno dei disegnatori di punta di Batman.Se amate l’ucronia e le rivisitazioni particolari dei supereroi questo fumetto fa al caso vostro.
NOTA.L’unica edizione italiana per quel che mi risulta fu pubblicata anni fa dalla Play Press.

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Garrett:Uccidero ancora Billy the Kid

by morettafra on mag.18, 2011, under Horror, Recensioni Fumetti, Western, Zombi


SINOSSI
In un America in cui i morti tornano in vita e si cibano dei vivi,Pat Garrett deve nuovamente dare la caccia al suo vecchio compagno W.H.Bonney alias Billy the Kid risorto come zombi ma (a differenza degli altri) scaltro,intelligente e deciso a scatenare una rivolta.
COMMENTO
Roberto Recchioni creatore di John Doe e voce spesso originale nel panorama italiano si cimenta con una versione zombesca di una delle leggende del Far West  Billy the Kid,bandito e pistolero.Recchioni immagina lo scatenarsi di una epidemia zombesca nell’America del 19° secolo.Nessuno ne conosce le cause,alcuni se ne attribuiscono il merito (come Toro Seduto che proclama il fenomeno come il risultato di una sua maledizione contro l’uomo bianco).Gli zombi chiamati Pelleossa dagli Americani,vengono per la maggior parte asserviti dai vivi come forza lavoro (a parte alcune bande che con loro attività carnivore massacrano bande di bestiame causando così non pochi problemi agli allevatori e ai proprietari terrieri)In questo contesto abbiamo un Pat Garrett stanco,disilluso e cinico,che dopo aver sperperato i soldi guadagnati uccidendo Billy si ritrova a dover nuovamente ricoprire il ruolo di Giuda per conto delle autorità.Perchè Billy the Kid è risorto e a differenza degli altri Pelleossa (che gli obbediscono docilmente) è intelligente e deciso a farla pagare a tutti.I messicani e i reietti lo vedono come un nuovo Messia e questo preoccupa le autorità che si rivolgono così a Pat,costretto così a dare la caccia ad un uomo morto (che forse è ancora suo amico).La storia è quindi un Western post-mortem con i controcazzi,tra citazioni a Peckinpah e Romero,sparatorie e banchetti zombeschi.Vedremo due uomin forse amici,forse nemici (o entrambi) inseguirsi per un America decisamente fuori dalla norma.A volte la caratterizzazione dei personaggi è troppo Pulp con un Billy the Kid messia e un Garrett cinico e bastardo come non mai.(per non parlare di alcuni personaggi secondari come Charlotte la moglie di Billy,una ex prostituta che ha con lui un rapporto di amore/Odio).Il cast artistico è ottimo come capita di solito nei lavori di Recchioni.Consigliato se amate il Western,gli zombi o se semplicemente cercate qualcosa di interessante nell’asfittico panorama italiano.
NOTA:Originariamente pubblicato in 4 numeri dalla BD (che in appendice avevano il racconto “Parla con le ombre” di Casali e approfondimenti sul vero Billy the Kid e gli zombi) è stato successivamente ristampato in volume privo delle appendici.

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