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Dust Devil (1992)

by morettafra on feb.02, 2012, under Horror, Recensioni Film


Esistono casi in cui una pellicola rappresenta la realizzazione di un ossessione che a lungo ha caratterizzato la vita del suo regista.Fin da quando era piccolo Richard Stanley era tormentato da un sogno in cui una figura con indosso un cappello da cowboy e un lungo cappotto si ergeva nel deserto mentre attorno a  cresceva una tempesta di sabbia.Questa immagine continuera a perseguitare il regista sudafricano per parte della sua vita.Anni dopo Stanley disertò dall’esercito e deciso a fuggire in Germania si ritrovò a fare l’autostop per il deserto della Namibia.Qui venne a sapere di sette brutali omicidi e di un assassino a piede libero.Questo assassino era però considerato dai contadini un essere soprannaturale,un demone a caccia di anime.Immediatamente Stanley ripenso al suo sogno identificando con questo misterioso killer la figura onirica che lo perseguitava.Nel 1984 tornato in Namibia dopo aver vissuto in Europa Stanley cerco di filmare i propri demoni in un cortometraggio pirtroppo perduto e di cui resta solo un trailer.
Forte del successo ottenuto dalla sua prima regia quell’Hardware di cui sia Germano e Lucia hanno parlato Stanley decide di realizzare un lungometraggio sul suo demone.Ma la sua volontà di rimanere fedele alla propria visione lo porterà a scontrarsi più volte con i produttori arrivando addirittura ad un episodio in cui il regista esasperato dalla pressione esercitata da quest’ultimi arrivò a firmare con il proprio sangue un contratto (In più a complicare la lavorazione una truccatrice morì e si verificarono strani episodi,se ne volete sapere di più vi consiglio la lettura di questo completissimo articolo).Figlia dei compromessi dei produttori è quindi la prima versione del film ridotta a 87 minuti,priva di alcune delle parti più mistiche della storia e che in Italia fu presentata come Demoniaca.Stanley però non si da per vinto e nel 1994 riesce a produrre una versione fedele alla sua poetica la cosidetta Final Cut (che è poi la versione che ho visto e che vi consigli, uscita in Dvd qualche annetto fa).Un demone percorre il deserto della Namibia sotto le sembianze di un autostoppista,cercando le proprie vittime tra i disperati che desiderano la morte.La sua strada si incrocerà con quelle di una donna scappata dal marito e di un vecchio poliziotto che sta indagando sui suoi delitti.Come già detto il film è piena espressione di una visione mistica di Richard Stanley che si rifa a quella ancestrale del suo paese il Sud Africa e della Namibia.Dietro l’orrore razionale e umano di un serial-killer si cela qualcosa di più antico che vaga per le strade del mondo da innumerevoli epoche.

Uno spirito del male intrappolato in questo piano della realtà,legato alla carne e costretto ad uccidere affinchè le anime delle sue vittime ne mantengano i poteri. Il demone è in parte umano,capace di provare e soffrire per quelle passioni che si agitano nel cuore della nostra razza ma obbligato a uccidere per sopravvivere e tornare forse un giorno da dove proviene. Può cacciare solo quelle persone che desiderano la morte e che quindi inconsciamente lo cercano,proprio come gli altri due protagonisti del film Wendy in fuga da un matrimonio in cui non si riconosce più e Ben anziano poliziotto che ha perso mogli e figlio molti anni prima e a cui rimane solo il senso di colpa. Entrambi finiranno per incontrarlo in uno show down in una città abbandonata nel deserto (omaggio alle rese dei conti dei Western italiani).Ma Dust Devil è anche un film sul Sud Africa e su come anni di oppressione e guerre abbiano allontanato dalle proprie tradizioni e identità un popolo. Esemplificativa la scena di dialogo tra Ben e uno sciamano ( chiamato Joe Niemand che vive tra i resti di un drive-in abbandonato) che lo mette in guardia sulla natura dell’assassino intimandogli di smettere di pensare come un bianco e tornare a credere,perchè solo credendo può fermare il demone.Ma forse Ben vuole solo morire e smettere di essere perseguitato da un passato con cui non riesce a riappacificarsi (la morte del figlio dovuta ad una sua assenza e l’abbandono della moglie).Anche Wendy ha in se lo stesso desiderio ma meno intenso,tenta di uccidersi tagliandosi le vene ma fermandosi all’ultimo secondo e quando il demone sta per ucciderla si ribella scappando nel deserto. E sarà sempre Wendy ad affrontare per ultimo lo spirito dimostrando così il proprio desiderio di vivere. Ma a volte il male invece di sparire cambia solo volto,per tornare a percorrere nuovamente le vie di questa esistenza.

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7 Comments for this entry

  • Lucia

    Bravissimo Fra! Un tributo doveroso a un grandissimo film che finalmente possiamo vedere anche noi così come Stanley lo aveva pensato

  • morettafra

    @Lucia.E vederselo è una gran soddisfazione.Grazie:-)

  • Eddy

    Grande pezzo d’horror. Un film che mi ha turbato parecchio. L’ho rivisto poco tempo fa e mi ha fatto ancora lo stesso effetto.
    Da qui sono partiti tanti di quelle idee-clone che neanche riesco più a contarle!
    Film meritevolissimo e sottovalutatissimo.
    Grande!

  • morettafra

    @Eddy.Io l’ho visto adesso per la prima volta e stai sicuro che non me ne dimenticherò:-)

  • Nick

    Io invece, pensa, lo vidi anni fa in una vecchia edizione di Notte Horror d’Italia 1, ma era la versione monca ma anch lì s’intravedeva il genio di Stanley.
    Una piccola curiosità: Chris Carter usò l’idea di base di Stanley…nonchè lo stesso attore che faceva Ben per un episodio di X-FILES.

  • Eddy

    Lo ricordo perfettamente quell’episodio, Nick. E ricordo che l’idea del “demone parassita che non si vede mai” è ripresa anche in “L’alieno” di Sholder con il mitico Kyle “Atreides” MacLachlan. (film che ancor’oggi adoro, tra l’altro!)

  • morettafra

    @Nick.Non sapevo dell’omaggio di Carter al film,ma tu pensa…Quando si tratta di curiosità e aneddoti sei imbattibile Nick:-)

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