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Top 5 trasformazioni di lupi mannari

by morettafra on gen.06, 2012, under Classifiche, Horror


Di solito nei film sui lupi mannari la trasformazione è il momento clou dell’intera pellicola.A volte si può rivelare una delusione oppure quando dietro cìè un maestro del make-up bravo può essere un autentico spettacolo.Ecco di seguito le cinque metamorfosi che in un modo o nell’altro più mi hanno colpito.
TRICK’ R’ TREAT
Girata con un sottile umorismo ecco una scena di trasformazione di gruppo da parte di alcune giovani licantrope,che mutano togliendosi di dosso la pelle con la stessa nonchalance di una ragazza che prova gli abiti per una festa.Vedere per credere.

BEING HUMAN
Trovare una trasformazione mannare ben realizzata per la televisione è raro,perciò rimasi colpito dalla metamorfosi di George uno dei protagonisti di questa divertente serie inglese.Ricorda un pò la famosa metamorfosi del film di Landis ma vale comunque un occhiata.

IN COMPAGNIA DEI LUPI
Perfetta rappresentazione della metamorfosi del licantropo nel folklore,nonchè un pò disturbante se la vedi per la prima volta è questa riuscita sequenza proveniente dal fiabesco film di Neil Jordan.

L’ULULATO
Il magnifico film di Dante è stato uno dei primi ad offrirci una spettacolare metamorfosi realizzata dal bravo Rob Bottin che in seguito si sarebbe superato realizzando le trasformazioni de La Cosa per Carpenter.

UN LUPO MANNARO AMERICANO A LONDRA
Per me è tutt’ora la più dettagliata e realistica sequenza di mutazione in lupo che il cinema ha mai mostrato (creata da Rick Baker).Che poi il licantropo nella sua forma definitiva non convinca in pieno è un altro discorso,la trasformazione in se è eccezionale per la cura e l’attenzione al dettaglio con cui è realizzata.

MENZIONE D’ONORE
-WEREWOLF
Serie televisiva realizzata negli anni 80 con protagonista un giovane licantropo ci offre i primi lupi mannari televisivi ben realizzati per mano del solito Baker.Guardate questo filmato.

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Sturm und Wampyr non-morti e nazisti

by morettafra on gen.04, 2012, under Horror, Vampiri


L’idea per questo piccolo dossier mi è venuta leggendo l’ultimo articolo di Alex su Plutonia Experiment una recensione del romanzo La Fortezza.Mi sono trovato così a pensare alle volte in cui i nazisti se la sono vista con i vampiri  e di scrivere un piccolo dossier.
Potremmo iniziare il nostro viaggio citando il racconto di Manly Wade Wellman The Devil is not Mocked in cui un gruppo di soldati nazisti in Transilvania per dare la caccia ai partigiani si insedia in un vecchio castello ricevendone un indimenticabile ospitalita dal suo padrone Dracula.Il racconto venne adattato nel 1971 in un episodio del telefilm Night Gallery (Ad interpretare il Conte è Francis Lederer che nel ’58 era stato Dracula in The Return of Dracula).

Ma il vampiro più famoso del mondo ebbe a che fare con i nazisti anche in Dracula 1944 di Edward D. Hoch.Qualcosa si aggirà nel campo di prigionia di Bergen-Belsen uccidendo i soldati tedeschi e sembra esservi coinvolto un uomo arrivato insieme ad un gruppo di zingari che di giorno non esce mai e si chiama Vlad Tepes…
Di tutt’altro tono invece il racconto Down among the dead men di Gardner Dozois e Jack Dann in cui un vampiro miete vittime fra i prigionieri di un campo di sterminio.Un racconto duro senza concessioni all’happy ending.
Anche uno dei capitoli della saga di 30 Giorni di Notte vede nazisti ale prese con dei vampiri durante le ultimi fasi della campagna in Russia.Neve Rossa è una buona storia semplice e diretta scritta e disegnata da Ben Templesmith.Indubbiamente il migliore tra i seguiti del fumetto originale.

Potevano mancare i britannici nel nostro elenco?Ovviamente no.Pubblicato a puntate su 2000 AD ecco Fiend from the Eastern Front testi di Gerry Finley-Day e disegni di Carlos Ezquerra.Inviati in Romania per collaborare con un commando locale contro i russi un gruppo di nazisti scoprirà sulla propria pelle la vera natura dei propri presunti alleati.

Nel manga di Kohta Hirano Hellsing (delirio splatter-guerresco) i cattivi di turno sono un organizzazione nazista formata da ufficiale dell’esercito tedesco divenuti vampiri e che ha intenzione di conquistare Londra.

Vale la pena ricordare a proposito di nazismo e vampirismo il curioso Der Untergang des Abendlandesmenschen di Howard Waldrop ambientato in una Berlino degli anni 20 (e ricco di citazioni all’immaginario del periodo) in cui si muovono il Graf Orlok di Nosferatu e un giovane Adolf Hitler.
Chiudo ricordando il bell romanzo di F.P.Wilson La Fortezza (leggete la recensione di Alex,ne parla egreggiamente) e i suoi due adattamenti:il film di Michael Mann e il fumetto scritto dallo stesso Wilson (insoddisfatto dal film di Mann) e disegnato da Matthew Don Smith con un tratto che ricorda Mike Mignola.Ovviamente i nazisti non hanno avuto a che fare solo con i vampiri,ma questa è un altra storia…

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Pumpkinhead (1988)

by morettafra on gen.02, 2012, under Horror, Recensioni Film


A volte può capitare di imbattersi in piccole gemme nascoste per puro caso.Un pomeriggio di pura noia,la ricerca di un titolo che ci attiri e BAM ecco che l’occhio cade su un nome,uno degli attori che recitano nel film che hai sottomano.Lance Henriksen.Uno dei migliori e più sottovalutati attori degli ultimi anni.Un film con Henriksen non può essere male giusto?Ed ecco che ci tuffiamo nella visione del film rimanendone a sorpresa coinvolti e appagati.Il film in questione è Pumpkinhead debutto alla regia del mago degli effetti speciali Stan Winston ed è un onestissimo B-Movie diretto come Dio comanda.L’idea per il film venne da una poesia di Ed Justin in cui si parla di uno spauracchio che colpisce coloro che commettono cattive azioni.Da questa premessa viene sviluppata una fiaba nera su perdita e colpe.Ed Harley gestore di un emporio di montagna perde il figlio a causa di un incidente provocato da alcuni ragazzi di città.Sconvolto dal dolore e dalla rabbia chiede ad una vecchia strega di punire i responsabili.E la donna lo farà evocando un demone.La vendetta però non è una cosa veloce e indolore come apprendera Harley.Lui è il demone sono in simbiosi ed il pover’uomo sente tutto ciò che il demone commette,comprese il dolore che provoca alle sue vittime.Resosi conto del suo errore Harley cercherà di rimediare aiutando l’unica ragazza sopravvissuta all’attaco del mostro.La regia di Winston è solida e riesce a gestire bene il clima di dolore,aspettativa e pentimento che la storia genera.La sequenza in cui il figlio di Harley muore è lenta,realmente dolorosa tanto quanto rapido è stato l’incidente.Quando il piccolo muore tra le braccia del padre noi sentiamo la scena e ne rimaniamo colpiti.Henriksen è straordinario nel ruolo di Ed Harley un padre affettuoso che dopo aver perso il proprio bambino non ne accetta la perdita e spinto dalla rabbia crede di poter ottenere una vendetta facile.I ragazzi di città pur nella loro incoscienza sono meno idioti e stereotipati del solito,al punto che poco prima dell’attacco il responsabile dell’incidente decide di costituirsi.Lo splatter è abbastanza centellinato in favore di una certa suspense favorità anche dai pesaggi naturali,brulli e ostili e da un buon uso delle luci con virate verso in colori blu scuro e arancio.La creatura costruita da Winston è di buona fattura anche se un pò ricorda lo xenomorfo di Alien.Interessante il legame simbiotico che lo unisce a chi lo invoca,tale che nel finale il suo viso fosse una parodia distorta di quello Harley.Come se Pumpkinhead in fin dei conti fosse la metà oscura a cui a volte a causa di un dolore troppo grande cediamo.
Pumpkinhead (1988) Trailer

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Wendigo

by morettafra on dic.26, 2011, under Il Bestiario


Il Wendigo è una creatura appartenente al folklore di numerose tribù del Nord America (Algonchini,Cree,Saulteaux,Innu e Ojibwe).Di norma viene rappresentato come un entità maligna consumata da una fame insaziabile che la spinge a divorare esseri umani.Il Wendigo viene descritto come magro,estrememante magro come se fosse sul punto di morire di fame e con la pelle che pende dalle ossa,unghie simili ad artigli e denti come zanne (Secondo gli Algonchini avrebbe anche una folta pelliccia bianca)Il Wendigo cresce di dimensioni ogni volta che si nutre,ma cosi anche i suoi appettiti aumentano condannandolo ad una eterna fame.D’altronde per i nativi americani questo essere rappresenta anche l’incarnazione di vizi quali l’avidità e la gola,ma anche dell’inverno e della paura di morire di fame.In origine il Wendigo è un uomo,spesso un cacciatore che finisce con il rimanere isolato dai suoi simili nella foresta durante l’inverno.L’isolamento e la fame agiscono spingendo il cacciatore ad uccidere altri esseri umani per nutrirsi dando cosi inizio alla sua trasformazione (Spesso i futuri Wendigo sono uomini caratterizzati da un eccessiva fame di potere o avidità ed è anche questa tara morale a favorire la trasformazione in mostro).Chiunque veda o sogni il Wendigo ne viene posseduto trasformandosi in Wendigo a sua volta.

Il Wendigo è un perfetto cacciatore praticamente imbattibile di notte.Può correre molto velocemente tanto che i suoi piedi si consumano (per ricrescergli) e può imitare la voce di altri esseri viventi.Presso numerose tribù esisteva una cerimonia chiamata wiindigookaanzhimowin che veniva celebrata per rinforzare il taboo legato al cannibalismo e al Wendigo.Esiste anche una forma di psicosi legata a questa figura,una malattia mentale che provoca desideri cannibalici in chi ne è affetto.Nell’Inverno del 1878 a Plains Cree nell’Alberta un uomo di nome Swift Runner uccise e divorò la moglie e il figlio,mentre nel 1907 Jacck Fiddler uno sciamano Oji-Cree e il fratello furono arrestati dalle autorità per omicidi e cannibalismo.In entrambi i casi i soggetti erano ricorsi al consumo di carne umana nonostante avessero la possibilità di procurarsi delle scorte con cui passare l’inverno,elemento che li candida come affetti dalla sindrome.

Un simile essere non poteva sfuggire alla cultura popolare e pur non essendo famoso come altri mostri anche il Wendigo è stato ritratto in fumetti,film e libri.Algernon Blackwood scrisse il racconto The Wendigo storia di un uomo che dopo essere scomparso ritorna completamente posseduto dal malvagio spirito.Nei fumetti della Marvel comics Lein Wein introdusse il Wendigo come avversario dell’incredibile Hulk descrivendolo come una colossale creatura dal pelo bianco.Il regista Larry Fessenden si è più volte confrontato con questo mito prima in Wendigo e in The Last Winter e poi nell’episodio da lui diretto per il telefilm Fear Itself Skin and Bones.Nei primi due film il Wendigo è una forza della natura nè buona nè malvagia che finisce per ribellarsi alla violenza che gli uomini esercitano sulla natura o tra di loro (l’elemento cannibalico è assente).In Skin and Bones Fessenden rappresenta invece il mito con estrema fedeltà (grazie all’ottima performance di Doug Jones attore esperto nell’intepretare mostri) e satirizzando anche sulla famiglia.Altra notevole incursione nel tema da parte del cinema è L’Insaziabile di Antonia Bird un weird western in cui la figura del Wendigo si mescola con gli orrori reali della Carovana Donner i cui membri rimasti bloccati in inverno tra le montagne ricorsero al cannibalismo nel 1846.Il Wendigo ha fatto una capatina anche nel fumetto italiani,per la precisione su Magico Vento nell’ottavo numero intitolato Windigo.

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Flesh and Blood vol.1

by morettafra on dic.22, 2011, under Horror, Recensioni Fumetti, Vampiri


Era da un annetto almeno che circolava la notizia che Robert Tinnel e Neil D.Vokes stessero lavorando insieme ad un omaggio ai mitici film della Hammer che tanto adoro.D’Altronde i due avevano fatto qualcosa di simile con i film dell’espressionismo e della Universal in The Black Forest e miscelato western e gotico in The Wicked West.Se poi aggiungiamo che adoro l’horror classico,i disegni di Vokes e i film della Hammer per me l’hype per questa serie era alle stelle.La scorsa settimana il volume (primo di una quadrilogia) è finalmente entrato nelle mie mani e posso tranquillamente affermare che è stata una delle migliori letture del 2011.La storia prende avviò dalla distruzione della vampira Carmilla e dalla decisione del Generale Spielsdorf di eliminare l’intera stirpe vampirica dalla faccia della terra per vendicare la morte della figlia.Decide quindi di far evadere dal manicomio in cui è imprigionato il Barone Frankenstein affinchè riesca con il suo ingegno a creare una piaga che uccida tutti i vampiri.Queste ricerche attireranno l’attenzione di Dracula e dei suoi seguaci dando inizio ad una vera e propria guerra.L’intera narrazione è disseminata di citazioni e omaggi ai film della Hammer:un nobile di nome Ward Baker come il regista Roy Ward Baker,un cacciatore di mostri che ricorda molto  Capitan Kronos e che infatti si chiama Horst Janson come l’attore che lo intepretava.Viene citato l’unico momento umoristico di Horror of Dracula e vediamo comparire il Dr.Van Helsing in un ruolo che di sicuro non vi aspettereste.Ma questi e altri non sono semplici omaggi vuoti e sterili come spesso capita e come spesso ci hanno abituato molti autori moderni.In questo caso sono invece elementi che contribuiscono a creare una narrazione epica e gotica in cui si respira la grandezza dei migliori film della Hammer.La caratterizzazione dei personaggi è fedele ai film ed ai testi restituendoli così alla loro dimensione originaria.Carmilla è una creatura che vive più per l’amore delle sue vittime che per il loro sangue e questo ne causera la morte.Il Barone Frankenstein è acuto,brillante e mosso da quell’interesse scientifico proprio come Cushing lo interpretava sullo schermo,mentre Dracula è il carismatico signore dei non-morti astuto e crudele.Non mancano ovviamente altre figure note come ad esempio un lupo mannaro e una Contessa di nome Erzbeth…
Il tratto di Vokes è eccellente ed adatto alla storia passando da toni diversi,da scene anche cruente di decapitazione alle raffinate seduzioni di alcune sensuali vampire.Il volume è introdotto da una prefazione di Tim Lucas (autore del migliore saggio mai scritto sul cinema di Mario Bava All the Colors of the Dark) e contiene anche un articolo di Bruce G. Hallenbeck (noto esperto di cinema ed in particolare dei film Hammer) su Frankenstein,Carmilla e Dracula,gli sketch dei personaggi e alcuni disegni realizzati per l’occasione da vari artisti.Più la prima parte di Operation Satan un omaggio ai film di Quatermass.

Flesh and Blood Book Trailer

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Top 5 film di Natale

by morettafra on dic.21, 2011, under Classifiche

Negli ultimi giorni un nuovo meme si è diffuso nella blogosfera,le recensioni di film natalizi non convenzionali ma che spesso poco hanno a che fare con la classica idea del Natale.Io e mio fratello abbiamo quindi deciso di stilare una piccola classifica dei nostri film natalizi.
FURYO
L’ambientazione è il Pacifico durante la Seconda Guerra Mondiale,ragion per cui i segni più evidenti dell’avvicinarsi del Natale non ci sono. Eppure proprio con una storia ambientata in un campo di prigionia il regista riesce sia a dare vita ad un confronto tra culture diverse ed anche ad uno degli auguri natalizi più commoventi del cinema.

L’ULTIMO TRENO DELLA NOTTE
Il Natale può essere anche crudele e spietato come ci insegna questo film di Aldo Lado,uno dei pochi emuli de L’Ultima Casa sulla Sinistra con una sua dignità. La sequenza in cui si alternano i festeggiamenti della vigilia da parte dei genitori delle due vittime con le torture subite da quest’ultime vi farà vedere il Natale sotto una luce sinistra.

ARMA LETALE
Super classico degli anni 80,questo film oltre a presentarci per la prima volta in azione la coppia Riggs-Murtaugh ci offre l’occasione di vedere una casa addobbata di arredi natalizi venire crivellata di colpi nel confronto finale con uno spietatissimo Gary Busey. Impagabile.

DIE HARD
“Se è cosi che festeggiano il Natale,allora sono curioso di vedere a Capodanno”.E si cari miei,perché il signor John MacClane ha un modo tutto suo per festeggiare Natale. Ovvero combattere un gruppo terroristico scalzo e in canottiera bloccato dentro un mastodontico grattacielo. E riuscendo pure a riappacificarsi con la moglie.Un impresa che supera pure quelle di Babbo Natale.

GREMLINS
Il nostro film natalizio per antonomasia. Un orda di pestiferi mostriciattoli pronti a mettere sottoquadro il Natale di una comune cittadina americana. Tra secchiate di humour nero e frecciatine velenose rivolte alla festa più buona del mondo.

MENZIONI D’ONORE
-PIRAMIDE DI PAURA di Barry Levinson.
-GHOSTBUSTERS di Ivan Reitman.
-UN MINUTO A MEZZANOTTE di René Manzor.
Buon Natale!

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L’Ultima Notte della Casa D’Asburgo:Antefatto

by morettafra on dic.19, 2011, under Segnalazioni


Avevo già accennato all’iniziativa nata dal gruppo Moon Base Risorgimento di Tenebra in questo post.
Sto ancora lavorando sul racconto vero e proprio ma per Natale ho preparato un piccolo antefatto che spero sia di vostro gradimento.Buona lettura:D
KORASI

Come ogni sera Jozsa controllò i crocifissi appesi alle pareti del suo rifugio. Aveva dovuto cambiare nascondiglio numerose volte e non aveva intenzione di correre rischi. Quelli diventavano ogni volta più furbi pensò mestamente mentre cercava carta e pennacchio. Era stanco e voleva riposarsi ma non prima di aver scritto a Giuseppe. Si era ripromesso di farlo nel caso avesse scoperto qualcosa e per Dio qualcosa aveva scoperto sul serio!Se quelli gli davano ancora la caccia doveva essere vero e non una pista falsa. Stava per mettersi a scrivere quando qualcosa attiro la sua attenzione. Veniva fuori dalla casupola,dalla finestra. Un grattare dapprima debole poi sempre più forte. “Gratta finche vuoi amico” pensò guardando le croci “finche questi sono appesi alle pareti tu non entri”. Aveva iniziato a tappezzare con le croci le pareti dei suoi rifugi come misura cautelativa dopo che uno di loro aveva ucciso un suo compagno nel sonno.(Quando ancora aveva dei compagni,pensò tristemente)Preso dai suoi pensieri notò improvvisamente che il rumore era cessato. Che il suo insistente amico avesse finalmente rinunciato dopo tre notti passate invano?Ne sarebbe stato più che felice ma quei dannati Farkaskoldoi erano viscidi per natura. Era l’ultimo rimasto del gruppo e non avrebbe ceduto tanto facilmente,ma d’altronde anche lui era l’ultimo del suo gruppo e non si sarebbe fatto uccidere senza lottare. Stava per scrivere quando qualcosa si schianto contro la finestra,sfondandola e atterrando sul pavimento che inizio a bruciare. Il visitatore notturno aveva cambiato strategia. Maledicendosi per averlo sottovalutato Jozsa afferrò la sua borsa e cerco di uscire dalla casetta in fiamme,solo per essere scaraventato a terra una volta fuori. Prima che potesse riprendersi l’assalitore gli fu addosso. A differenza degli altri doveva essere stato convertito solo recentemente perché puzzava ancora di tomba. Istintivamente Jozsa estrasse il coltello che teneva nella giacca e lo pianto nello stomaco del Farkaskoldoi che cercava di immobilizzarlo. Si maledisse per averlo fatto. Aveva agito come il suo nemico fosse un uomo e ora quest’ultimo incurante della ferita stava per avere la meglio. La sua faccia grigia si avvicinava alla sua. Jozsa stava perdendo,doveva agire. Concentrando le sue ultime energie nelle gambe colpi il non-morto allo stomaco sperando di scrollarselo di dosso. L’essere ancora inesperto dei propri poteri fu sbalzato all’indietro. Jozsa si rialzo cercando nelle tasche qualcosa che gli sarebbe stato più utile del suo coltello. La creatura furiosa parti nuovamente all’attacco. Stavolta Jozsa era pronto. Aveva fasciato il pugno destro con un rosario e lo affondo nella gola del vampiro. La creatura indietreggio mentre la croce affondava nella sua carne bruciandola. Sconvolto da autentico dolore il mostro cerco di scappare cadendo steso al suolo. Lì si dimeno come una lucertola cercando di gridare (ma ormai il rosario aveva carbonizzato anche le sue corde vocali) e poi si fermo. Jozsa non rimase ad assicurarsi se fosse passato alla morte vera,si caricò in spalla la borsa e fuggì. L’indomani ormai al sicuro avrebbe scritto la sua lettera a Giuseppe Mazzini rivelandogli dove gli ultimi vampiri d’Austria e i loro servi si erano nascosti.

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Una figlia per il Diavolo (1976)

by morettafra on dic.17, 2011, under Horror, Recensioni Film


Piccola recensione tardiva per concludere la settimana.Nella miriade di soggetti e figure dell’immaginario fantastico affrontate dalla Hammer nel corso della loro opera non poteva mancare il signore delle tenebre,il diavolo.Il primo film con cui la casa inglese affrontò l’argomento fu The Devil rides out del 1969 con alla regia il grande Terence Fisher e Christopher Lee in un ruolo positivo il Duca di Richleau.Il soggetto scritto da Richard Matheson era tratto da un romanzo dello scrittore Dennis Wheatley che rimase impressionato positivamente dal girato al punto da concedere liberamente i diritti per l’adattamento di altre sue opere.Ma la Hammer coglierà questa opportunità solo molti anni dopo in quello che molti considerano il periodo di crisi della casa inglese.Realizzando una pellicola che è il loro ultimo film e che ancora oggi divide gli appassionati.( lo stesso Wheatley rifiutò il film per i cambi apportati alla sua storia.)Ma procediamo con ordine.Lo scrittore John Verney ,specializzato in libri sull’esoterismo, riceve una richiesta d’aiuto da un uomo di nome Henry Beddows.Beddows vuole che Verney prelevi la figlia Catherine all’aeroporto e la tenga nascosta.La ragazza è affiliata come suora ai Figli del Signore un ordine religioso guidato dall’ambiguo Padre Michael.Ben presto Verney si rende conto che i Figli del Signore sono in realtà satanisti che necessitano di Catherine per realizzare un misterioso obiettivo in concomitanza dei suoi diciotto anni e che per riprendere Catherine Padre Michael non esiterà a ricorrere alla magia nera,mietendo vittime anche tra gli amici di Verney.Il regista Peter Sykes se la cava abbastanza bene nel creare un clima di sospetto e di paura man mano che Verney scopre le intenzioni di Padre Michael e affronta le insidie della magia nera.In parte si rifà alle atmosfere di film come Rosemary’s Baby e L’Esorcista,aggiungendo anche una piccola dose di violenza e sesso.Come nei rituali orgiastici dei satanisti o in una sequenza da incubo in cui Catherine (intepretata da una giovane Nastassja Kinsky) vede una sorta di feto sanguinolento arrampicarsi sul suo stomaco (fra l’altro la Kinsky all’epoca quindicenne compare anche in una scena di nudo che creò numerosi problemi con la censura).Personalmente ho molto apprezzato la gestione del soprannaturale credibile e ben calato in un contesto realistico.Ma prima accennavo ai cambiamenti che tanto irritarono Dennis Wheatley.Nel romanzo originale vi è una protagonista,una scrittrice di nome Molly Fountain e al posto di Padre Michael vi è invece un negromante Canon Copley-Syle(ispirato al vero reverendo Montague Summers).Questo cambio di personaggi e altre infideltà irritarono Wheatley al punto che rinnegò completamente l’intera opera.Dal canto mio invece posso affermare che si tratta di una pellicola abbastanza riuscita,con un Christopher Lee che pur ammicando al suo Dracula recita intensamente nel ruolo del sacerdote scomunicato (“It’s not heresy ….and i will not recant” Non è eresia…e non intendo abiurare recità all’inizio del film dopo la sua scomunica,).Gli si oppone nei panni di John Verney un Richard Widmark perfettamente credibile come paterno esperto di occultismo con il suo viso rugoso ma saggio e gentile.Se siete in cerca di un buon film horror d’atmosfera ve lo consiglio caldamente.
To the Devil a daughter (1976) Trailer

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Top 5 fumetti sui Vampiri

by morettafra on dic.14, 2011, under Classifiche, Vampiri


I Vampiri per quanto snaturati e sovraesposti rimangono tra le mie figure preferite dell’immaginario.Perciò ho pensato ad una piccola Top 5 sui miei fumetti preferiti ad essi dedicati.
BATMAN:VAMPIRE
Sotto questo titolo si nasconde una trilogia scritta da Doug Moench e disegnata da Kelley Jones.Realizzata per la collana Elseword (e quindi non facente parte della continuity del personaggio) questa trilogia inizia narrando dello scontro tra Batman e Dracula e della trasformazione del Cavaliere Oscuro in vampiro,della sua lotta per venire a patti con la sua nuova natura e infine della trasformazione in un autentica creatura della notte.Tutt’ora una delle mie storie preferite.

DAMPYR
Uno dei pochi fumetti italiani sull’argomento realmente validi.Anche perchè l’autore Mauro Boselli è un vampirologo doc.Harlan Draka è un dampyr,il figlio dell’unione tra un vampiro e una donna umana.Dotato di facoltà che gli consentono di uccidere i vampiri (chiamati maestri della notte) inizierà a dar loro la caccia in cerca di risposte su se stesso e la sua natura.

IL VAMPIRO CHE RIDE
Ne avevo già parlato in un vecchio post e riconfermo qui tutto quello che scrissi.Senz’altro uno dei più particolari e originali fumetti scritti sull’argomento.

IL PRINCIPE DELLA NOTTE
Realizzato nel 1994 dal fumettista Yves Swolfs Le Prince de la Nuit narra la saga della famiglia Rougemont e della loro faida con il vampiro Vladimir Kergan responsabile della morte di una Rougemont nel medioevo.La storia si svolge su diversi piani temporali,privilgiando le vicissitudini dell’ultimo dei Rougemont nella Francia degli anni venti.

LA TOMBA DI DRACULA
Capolavoro di Marv Wolfman e Gene Colan nonchè miglior fumetto sul Conte mai realizzato secondo chi scrive.Un classico che qualsiasi amante dei Vampiri dovrebbe aver letto almeno una volta.

MENZIONI D’ONORE
-AMERICAN VAMPIRE di Scott Snyder e Rafael Albuquerque.
-NATHAN NEVER n.26 VAMPYRUS di Michele Medda e Nicola Mari.
-30 GIORNI DI NOTTE di Steve Niles e Ben Templesmith.
-DYLAN DOG n.180/181 NOTTI DI CACCIA/IL MARCHIO DEL VAMPIRO di Pasquale Ruju e Nicola Mari.

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Il Sangue del Vampiro (1958)

by morettafra on dic.12, 2011, under Horror, Recensioni Film


In seguito allo straordinario successo de La Maschera di Frankenstein molti paesi cercarono di imitare lo stile della Hammer.In America la Universal produsse alcune pellicole che cercavano di emulare i film della casa inglese.Il Sangue del Vampiro rientra in questa categoria e conta una sceneggiatura di Jimmy Sangsters lo sceneggiatore di fiducia della Hammer.Nonostante il titolo  non parla di vampiri ma di uno scienziato pazzo Callistratus che compie esperimenti di transfusione del sangue.Creduto un vampiro dai suoi compaesanei viene giustiziato.Riesce a salvarsi e diviene anni dopo direttore di un manicomio criminale dove continua i suoi esperimenti.Un giovane dottore di nome Pierre ingiustamente accusato di un crimine viene portato su suo ordine nel suo manicomio affinchè lo aiuti nelle sue ricerche.Ovviamente Pierre non intende passare il resto della sua vita ad aiutare il sinistro medico.Cercherà quindi di fuggire aiutato dalla donna che ama.Nonostante il film cerchi di rifarse alle pellicole della casa inglese è di fatto debitore dei classici della Universal dei quali inserisce fedelmente molti clichè.Come il servo deforme di Callistratus che finisce per innamorarsi della fidanzata di Pierre e per lei si ribella al suo padrone.(Il cui trucco è uno dei punti deboli del film)La violenza è più forte rispetto ai classici film Universal,con teste e interiora conservate in alambicchi,mutilazioni e ovviamente molto sangue.Tanto che all’epoca il film fù definito sadiano e censurato in alcuni paesi.Callistratus è intepretato ottimamente dall’attore teatrale Donal Wolfit che lo rende sinistro e anche un pò misogino.(A giudicare dalla gioia maligna con cui cerca di usare come cavia Barbara Shelley)Wolfit inoltre assomiglia molto al celebre Bela Lugosi,tanto per rinsaldare il legame con i vecchi titoli della Universal.Il regista Henry Cass sembra fosse specializzato in drammi strappa lacrime e Il Sangued el Vampiro rimane il suo risultato migliore.(Tanto che per alcuni il vero merito sarebbe di un regista-ombra Monty Berman)Personalmente mi sono divertito nel guardarlo e se non vi dispiacciono i vecchi film gotici ve lo consiglio.

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